The Others Magazine  
 
 
Notizie Flash
Sono aperte le iscrizioni ai corsi di regia, di montaggio e di sceneggiatura di Pigrecoemme.
 

The Others: Cinema, Arte ed Altri Fantasmi
Primer
Laboratorio Critico - 20th Century Box
Scritto da Rosario Gallone   
Tuesday 23 March 2010

manifesto 

(Usa 2004) di Shane Carruth con Shane Carruth, David Sullivan

Primer è stato girato a Dallas con soli 7000 dollari. Nel 2004 vinse il Gran Premio Speciale della Giuria al Sundance. Affascina, ma ottunde. Non si capisce davvero niente e non si viene a capo dei viaggi del tempo dei due protagonisti né delle loro conseguenze neanche se se ne legge il resoconto preciso su wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Primer_(film)). Da 6 anni non si sente più parlare di Shane Carruth. Chissà in quale universo parallelo continua a fare il regista...

 

 
Fantastic Mr.Fox
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Monday 22 March 2010

manifesto 

(Usa 2009) di Wes Anderson con le voci di George Cloney, Meryl Streep, Jason Schwartzman, Eric Anderson

Possibile che un film di animazione generi maggior empatìa nei confronti dei personaggi di quanto faccia una pellicola con attori in carne ed ossa? Lo è, sicuramente, ma è curioso che questo sia vero con riferimento ai lavori di uno stesso regista. Wes Anderson, il cui stile narrativo ci era sembrato sempre, finora, programmaticamente ed algidamente bizzarro (ma Il treno per Darjeeling mostrava già qualche crepa nell'"armatura"), riesce, adattando l'omonimo libro di Roald Dahl, a comunicare sentimenti pur rimanendo fedele a se stesso. Fedele tematicamente (un padre distratto - ma più presente, certo, di un Royal Tenenbaum o di uno Steve Zissou -; un figlio alla ricerca di approvazione ed un difficile competitor - stavolta il cugino Kristofferson -; una sfida) e stilisticamente (inquadrature in asse con, sovente, geometrica simmetria scenografica; carrelli laterali e verticali). Insomma non faticherei a considerare Fantastic Mr.Fox il miglior lavoro di Anderson, tanto più che annovera un cast (vocale) da urlo: George Clooney, Meryl Streep, Bill Murray, Michael Gambon, Jason Schwartzman.

 

 

 
Il profeta
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Monday 22 March 2010

 manifesto originale

(Francia/Italia 2009) di Jacques Audiard con Tahar Rahim, Niels Arestrup, Adel Bencherif, Hichem Yacoubi, Reda Kateb

"Ma che sei, un profeta o cosa?" chiede Brahim, capo del clan dei musulmani che ormai controlla il mercato (illegale) della costa marsigliese (altro che Lino Ventura o Jean Gabin: ormai la geopolitica criminale ha rimescolato le carte...d'identità), a Malik che ha anticipato l'arrivo di un daino sulla carreggiata, cosa che ha effettivamente pre-visto in un sogno (ed Un prophète è il titolo originale, giustamente più "indeterminato" di quello italiano).

 

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E' complicato
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Friday 19 March 2010
manifesto
 

(Usa 2009) di Nancy Meyers con Meryl Streep, Alec Baldwin, Steve Martin

Nel suo genere (quale poi? il chick movie nella sua variante old?) la Meyers è preferibile a Nora Ephron. Dopo aver spogliato Diane Keaton in Tutto può succedere (ma, consentitecelo, l'acme del turbamento l'abbiamo provato quando Julie "Mary Poppins" Andrews mostra il seno in S.O.B. del marito Blake Edwards), in E' complicato riesce a coinvolgere la solitamente seria Streep in un'insolita (per lei) commedia con gag e battute che ti aspetteresti da una produzione Apatow (Baldwin che le schiaffa, dopo il primo amplesso, la mano sul pube esclamando "Casa, dolce casa!"; il qui pro quo sullo sperma nella camera d'albergo con il medico; la parentesi stoned con Steve Martin) e che, nonostante la superficie "triviale" e sboccata, riesce comunque a dire cose non banali sull'amore. E senza melassa, di cui, invece, la Ephron ci inonda ad ogni sua uscita.

 
Fuori controllo
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Wednesday 17 March 2010

 manifesto

(Usa 2010) di Martin Campbell con Mel Gibson, Ray Winstone, Danny Huston

"Buona fine e buon principio" è l'augurio che ci si fa nell'ultimo giorno dell'anno. "Buon principio e buona fine" potrebbe essere il sintetico giudizio critico sul film che segna il ritorno di Gibson su un set, come attore, da Signs. Edge of Darkness (il titolo originale) è l'adattamento della miniserie omonima BBC degli anni '80, un nuovo trend hollywoodiano, se pensiamo a State of Play della stagione scorsa, ma che il Gibson produttore ha, se vogliamo, anticipato, finanziando, nel 2003, The Singing Detective, trasposizione per il grande schermo di un'altra miniserie inglese del 1986. Fuori controllo comincia benissimo e finisce poeticamente, ma è la parte centrale che si inceppa, nonostante il protagonista porti in giro il suo corpo di disilluso eroe (più che di antieroe) che non ha più nulla da perdere. Un lavoro che, secondo chi scrive, girato da Sidney Pollack avrebbe funzionato benissimo perché lui sì che avrebbe conferito alla pellicola l'atmosfera seventies che le si addice. Ma Campbell è soprattutto un perfetto bond-director (secondo solo a Terence Young) sicché il suo lavoro è pulito, hi-tech, quasi sterilizzato. Senza che il marcio, che pure nella trama incombe, trasudi dalle immagini.

 
DOLLS
Laboratorio Critico - 20th Century Box
Scritto da Laura Santabarbara   
Monday 15 March 2010
manifesto
(Giappone, 2002) di Takeshi Kitano, con Miho Kanno, Hidetoshi Nishijima, Tatsuya Mihashi, Chieko Matsubara, Kyôko Fukada, Tsutomu Takeshige.
 

Disperato e sublime…

…Come pensare che se non puoi più tornare indietro da me, perché quello che ho fatto non può essere cancellato ed è la mia afflizione, allora io verrò da te, laddove nessuno può più raggiungerti, per riscattare il senso della nostra vita perduta, anche se solo in un ultimo attimo di abbandono…

Doloroso e liberatorio…

…Come la consapevolezza  profonda di non desiderare di vedere più nulla al mondo se è te che non posso guardare… Perché quando sarò con te non avrò bisogno dei miei occhi per ritrovare me stesso…

Atroce e rassicurante…

…Come l’attesa che mi consuma giorno dopo giorno, mi consuma ma mi sostiene, perché so che prima o poi tornerai…

…L’incontro con Dolls sarà, nell’animo di chi non ha paura di soffrire, un percorso dolente che al suo termine porterà alla ragione della propria essenza.

Un’emozione può essere struggente e nel contempo esperienza straordinaria. Per sentire una parte di sé è necessario che essa ci dolga, allora ci accorgiamo di lei e di quanto sia importante per noi… Così esercitare i propri sentimenti, anche quelli che ci fanno star male, fa sì che la parte di noi stessi più intima, più vera, nascosta nel cuore si imponga per quello che è, priva di difese… Integra e perfetta.
 
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LE PARTICELLE ELEMENTARI (ELEMENTARTEILCHEN)
Laboratorio Critico - 20th Century Box
Scritto da Laura Santabarbara   
Monday 15 March 2010
(Germania, 2006) di Oskar Roehler, con Moritz Bleibtreu, Christian Ulmen, Martina Gedeck, Franka Potente, Nina Hoss.
 

Le particelle elementari, indivisibili perché non composte ulteriormente da parti più semplici, sono i costituenti elementari della materia. La fisica delle particelle elementari studia i costituenti fondamentali e le interazioni della materia; la meccanica quantistica, citata da Michel Houellebecq nel romanzo omonimo da cui il film è tratto, introduce, nella metà del XX secolo, un nuovo insolito scenario per spiegare i fenomeni della realtà fisica a livello microscopico ed ha avuto una prima formulazione nell’interpretazione di Copenhagen, citata nel romanzo insieme con uno dei suoi principali fautori: Niels Bohr. Il romanzo rappresenta il fisico come il vero fondatore della meccanica quantistica non tanto per le sue scoperte quanto soprattutto in considerazione della “straordinaria atmosfera di creatività, di effervescenza intellettuale, di libertà di spirito e di amicizia che egli seppe creare intorno a sé”. Michel Djerzinski, protagonista del romanzo, geniale biologo, non era invece riuscito “neanche lontanamente a ricreare intorno a sé una condizione del genere”. 
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Lourdes
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Vito Monopoli   
Monday 15 March 2010
 manifesto
(Austria, Francia 2009)
Questo film inizia dalla fine, da quando la macchina da presa indugia sull’inquadratura di una ragazza malata di una forma di sclerosi, Christine (Sylvie Testud), che pian piano se ne lascia scivolare fuori, accompagnata in sottofondo dalle note di Felicità di Al Bano e Romina Power.

 


 

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Codice Genesi (II)
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Vito Monopoli   
Monday 15 March 2010

 

Codice Genesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si dice che Denzel Washington legga la Bibbia ogni mattina. Sarà stato contento del ruolo di portatore-profeta alla Frodo Baggins, questa volta di un libro anzichè un anello. Nel film è un profeta eletto da Dio, Eli appunto, e come il profeta ha udito una voce che lo spinge verso la Terra Promessa dove  lui ed il libro potranno riposare in pace.

 

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Black Dynamite
Laboratorio Critico - 20th Century Box
Scritto da Rosario Gallone   
Saturday 13 March 2010

manifesto

 

(Usa 2009) di Scott Sanders con Michael Jay White, Arsenio Hall, Tommy Davidson, Kevin Chapman

Black Dynamite è il miglior spoof degli ultimi anni e, di sicuro, la miglior parodia della blaxploitation mai fatta (sono meno riusciti sia Scappa, scappa... poi ti prendo di Keenen Ivory Wayans sia Undercover Brother di Malcom D. Lee). E questo per il solito motivo, quello che rende incomparabili Frankenstein Junior o L'aereo più pazzo del mondo: la fedeltà al testo di partenza e l'insieme di omaggio e derisione ad esso. Michael Jay curiosamente White (protagonista e autore della soggetto e della sceneggiatura) e Scott Sanders (regista non certo prolifico che vanta un solo lungometraggio, prima di questo, Ladri per la pelle, ed una manciata di episodi di sitcom tra cui due dello spin-off dei Robinson, Tutti al college) riescono nel difficile compito di far ridere il più delle volte senza ricorrere a gag, ma solo ed unicamente svelando come la maggior parte dei blaxploitation movie (vengono citati esplicitamente Shaft, I tre dell'operazione Drago ed i film con Jim Kelly in genere) avesse già in se elementi decisamente ridicoli (dialoghi e monologhi - quello sul Vietnam, ad esempio - inutilmente lunghi, movimenti di macchina indecisi, commento musicale debordante, stock shots da altri film, l'atmosfera "complotto contro i neri"), anche se la sequenza cult (del tutto originale e perfettamente scritta ) è quella in cui, chiamata a cercare di capire quale sia il piano di The Man, la scalcagnata combriccola di "giustizieri" sfoggia una cultura incredibile.

 
Shutter Island
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Saturday 13 March 2010

manifesto

 

(Usa 2010) di Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson, Emily Mortimer, Max Von Sydow

Se, leggendo un libro (L'isola della paura di Dennis Lehane), si ha la sensazione di dejà lu è facile che il film che ne viene tratto dia allo spettatore una sensazione di dejà vu? No, altrimenti tutte le teorie che ci propinano nelle accademie e nei corsi di scrittura sul tradimento del testo di partenza come formula migliore di un adattamento cinematografico sarebbero fuffa. Una storia già letta può generare un'opera filmica originale. Il fatto, però, che da uno dei romanzi meno belli dell'autore di Mystic River, Scorsese abbia tratto uno dei suoi film meno riusciti, invece, era prevedibile, ma solo in virtù della parabola discendente che l' "astro creativo" del regista di Taxi Driver attraversa più o meno da Kundun in poi (e gli concediamo il non luogo a procedere, causa Weinstein, per l'ultima ora di Gangs of New York). E che Shutter Island non avrebbe segnato nulla di nuovo nella sua carriera pareva essere stato anticipato da dichiarazioni programmatiche dello stesso Scorsese (le cosiddette "mani avanti") che, citando esplicitamente i referenti (Il bacio della pantera, Le catene della colpa, L'isola degli zombies, Narciso nero ed in genere le produzioni firmate Emeric/Pressburger), si palesava come Martin "pescatore" di immaginario cinematografico passato. A onor del vero, nell'ultima mezz'ora il film cresce anche per chi conosce la storia, soprattutto per merito di Di Caprio, ma l'insoddisfazione resta.

 
Il quarto tipo
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Saturday 13 March 2010

manifesto

(Usa 2008) di Olatunde Osunsanmi con Milla Jovovich, Will Patton, Elias Koteas, Enzo Cilenti

Se non avete visto il film non leggete questa recensione.

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Alice in Wonderland
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Sunday 07 March 2010

 manifesto

(Usa 2010) di Tim Burton con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway

Alla notizia del progetto, chi più chi meno, ci si aspettava Alice in Burtonland e, da questo punto di vista, la delusione è forte. E' dai tempi di Il pianeta delle scimmie che il creatore di Edward Manidiforbice sembra aver smesso di creare mondi propri (con l'unica eccezione di Big Fish) per rifarne di già inventati. Anche in questa lussuosa, e futilmente in 3D (l'innovazione tecnologica, per il momento, è paratestuale e poco aggiunge al canone estetico), nuova trasposizione del dittico di Lewis Carroll il regista di Burbank non va oltre il mestiere. Nessuna invenzione visiva degna di nota, anzi anche qui, come in La fabbrica di cioccolato (dove si citava Kubrick), si getta fumo negli occhi dei critici ammiccando all'Empireo (la battaglia finale tra gli eserciti della Regina Rossa e della Regina bianca è tanto Alexander Nevskij). Semmai l'invenzione non trascurabile è di sceneggiatura, di Linda Woolverton, in quanto l'Alice burtoniana è un'adolescente alle soglie di un matrimonio che non ha intenzione di onorare e che, novella folle Giovanna d'Arco (come tradisce l'armatura con cui affronta il Jabberwocky) segue le voci/visioni che la accompagnano da bambina. E l'unico personaggio cui, effettivamente, viene conferita nuova vita è il Cappellaio Matto: ma, si sa, quella è opera di Johnny Depp.

 
Codice: Genesi
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Friday 26 February 2010

manifesto 

(Usa 2009) di Albert & Allen Hughescon Denzel Washington, Gary Oldman, Jennifer Beals, Mila Kunis

Il piacere di rivedere Gary Oldman nei panni di un villain e, soprattutto, il piacere di rivedere Jennifer Beals e basta non può in alcun modo compensare la visione di un decisamente brutto film. E Codice: Genesi lo è specialmente se ci si ferma a pensare a quello che avrebbe potuto essere: un post western (ma i critici che scrivono bene parlano di western postatomico) condito di atmosfere messianiche. Ma non aspettatevi l'ironia di un Provvidenza o di uno Spirito Santo perché più che uno spaghetti trattasi di un serioso ravioli(al vapore) western in tre atti che ripercorrono altrettanti topoi tipici del genere: il deserto, il villaggio con tanto di saloon e la casa dei coloni assediata. E per finire non ci fanno mancare neanche il colpo (basso) di scena conclusivo che irrita più che sorprendere data la sua implausibilità.

 
Synecdoche, New York
Laboratorio Critico - 20th Century Box
Scritto da Rosario Gallone   
Wednesday 24 February 2010

manifesto

(Usa 2008) di Charlie Kaufman con Philip Seymour Hoffman, Samantha Morton, Michelle Williams, Catherine Keener, Tom Noonan, Emily Watson, Dianne Wiest, Jennifer Jason Leigh, Hope Davis

Una figura retorica. O meglio, data la coprolalia presente nel film, una figura "di merda" retorica per circa 75'. Volendo insistere su questa falsariga: la parte per il tutto. Anzi, l'ultima parte per il (film) tutto. Perché più o meno a partire dal suicidio di Sammy cambia radicalmente l'opinione per l'esordio alla regia dello sceneggiatore Charlie Kaufman. E dal vaniloquio ombelicale che fagocita l'ipocondria e la (p)sicosi somatica di un Woody Allen mescolandoli a deliri felliniani e wagneriani insieme (in effetti il protagonista insegue l'utopica realizzazione di un Wort-Ton-Drama che si nutra costantemente della propria vita) si passa ad una commedia drammatica struggente che riesce anche, al di là di ogni intellettualismo, a commuovere. La svolta in una battuta pronunciata proprio da Sammy, l'interprete sulla scena del drammaturgo Caden Cotard: "ho passato vent'anni a seguirti, osservarti, mentre tu non osservi altri che te stesso". E' lì che capisci: ma allora Kaufman lo sa! Fino a quel momento hai pensato "Essere John Malkovich può anche essere interessante, ma essere Charlie Kaufman non mi interessa per niente" ed all'improvviso scopri che allo stesso Kaufman, probabilmente, non frega niente essere se stesso. Ché tanto continuando a "mettere in abisso" sé stessi, si finisce comunque con l'essere comparsa della propria vita.

 
Daybreakers
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Sunday 21 February 2010

manifesto 

(Usa/Australia 2009) di The Spierig Borthers con Ethan Hawke, Willem Dafoe, Isabelle Lucas, Sam Neill, Vince Colosimo 

Verranno anche dall'Oceania, ma i fratelli Spierig hanno pur sempre origini "crucche", come Roland Emmerich e Wolfgang Petersen. E della "Crucchia" condividono la pressocché totale mancanza di umorismo, salvo, quando c'è, quello di grana grossa, come nel loro esordio, Undead, ricalcato su modelli ozploitation protojacksoniani. Qui, invece, è tutto molto serio(so) e, comunque, ricalcato: sul Proyas di Dark City, sugli epidemic movie intrecciati con 30 giorni di buio. Non si esclamerà "e chi l'ha mai vista una roba del genere?!?", ma, neanche ci si annoia. E, di questi tempi, è grasso che cola.

 
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