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(Usa 2012) di Phil
Lord e Chris Miller con Jonah Hill, Channing Tatum, Ice Cube, Brie
Larson, Dave Franco
L'operazione
21 Jump Street richiama quella analoga di Starsky &
Hutch, del 2004, con Ben Stiller e Owen Wilson: una
trasposizione ironica e metalinguistica di un telefilm (in fondo, le
stesse premesse pure di Vita da strega, ma lì al timone c'era
Nora Ephron ed il risultato non poteva che essere
stucchevolmente mediocre).
Non
a caso, entrambe le pellicole nascono in seno al Frat Pack
perché, se è vero che Stiller & Wilson ne sono
praticamente i cofondatori (con Jack Black, l'altro Wilson,
Luke, e Will Ferrell), è altrettanto indiscutibile che
Jonah Hill proviene da quella banda, avendo cominciato come
comprimario (lo ricordiamo in Molto incinta di Judd Apatow)
per poi esplodere con Suxbad. Hill è una sorta di Seth
Rogen di seconda generazione, ma, alla distanza, si sta
dimostrando molto più duttile come interprete (vedi le sue
performance in Moneyball, nomination all'Oscar, o nel
mumblecore, dei
fratelli Duplass, Cyrus) ed anche più intelligente
come autore. 21 Jump Street, da una serie creata, nel 1987, da Stephen J. Cannell, è meno autoreferenziale di
Starsky & Hutch e, pertanto, risulta godibile anche a chi
non ne ha mai visto un episodio (geniale il commento del comandante
dei due protagonisti che, nell'assegnarli alla sezione infiltrati
eponima chiosa: "Hanno deciso di riciclare robaccia anni '80, i
capi non hanno più uno straccio di idea"), anche perché il
plot (dello stesso Jonah Hill) parte da un'intuizione
intelligente: i nerd ed i paria,
probabilmente grazie ad una rielaborazione proprio dell'immaginario
telefilmico messa in atto da serie quali Glee
("è tutta colpa di Glee"
si lamenta Greg Jenko,
quello dei due che nel 2005 era figo ed ora si ritrova ad essere il
primo degli emarginati) e The
Big Bang Theory, sono i
nuovi bulli, le nuove celebrità del liceo. Logico, quindi, che a
spacciare sia un ecologista, vegano e secchione (il fratello di James
Franco, Dave).
Detto questo, 21 Jump
Street non rinuncia
all'azione, ma sempre in maniera sarcastica (l'inseguimento con
traffico ed esplosioni "disattese"). Senza contare la scena del
party che, da sola (una ventina di minuti di durata), vale quanto
tutta quella porcata di Project
X, nonostante lo
sceneggiatore, Michael
Bacall, sia lo stesso.
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