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(Usa
2011) di George Clooney con Ryan Gosling, George Clooney, Paul
Giamatti, Phillp Seymour Hoffman, Evan Rachel Wood, Marisa Tomei
Tu quoque
Stephen! La politica
ab-Brut-isce. Anche il più idealista, il più partecipe degli spin
doctor presto impara che dietro
le luci della ribalta elettorale si cela l'esatto contrario (delle
luci): l'ombra/il lato oscuro (la scena chiave del film è quella in
cui, con un totale, Clooney
ci restituisce una bandiera americana rovesciata - il dietro le
quinte di un palco in cui il candidato Morris
tiene un discorso - sulla quale si stagliano le silhouettes, nere, di
Paul
e Stephen,
suoi consulenti) ovvero
sotterfugi, colpi bassi,
scorrettezze, tutto tranne che i programmi! Il George
dietro la m.d.p. ci restituisce (partendo, da un testo teatrale di
Beau Willimon,
Farragut North,
adattato con il sodale Grant
Heslov) l'allure
di quelle regie seventies,
tra Alan J.Pakula
e Sidney Pollack,
presenti pur nella discrezione del POV. Il George
davanti, invece, sceglie, come nel precedente Good
Night, Good Luck, un
carattere secondario, ma, stavolta, determinante ai fini dell'azione:
il candidato democratico Mike
Morris, così simile, nei
discorsi (dalla necessità di non rispondere all'estremismo con
l'estremismo, all'approvazione dei matrimoni gay), a Barack
Obama, il candidato della
Hollywood
liberal (quella di cui Clooney,
ma anche il Leonardo Di
Caprio, figurante tra i
produttori esecutivi, fanno parte) che quella Hollywood
liberal deve aver deluso.
E' il cinema, bellezza. Quello vero!
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