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Scritto da Rosario Gallone
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Tuesday 08 March 2011 |
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(Usa
2010) di Måns Mårlind, Björn Stein con Julianne Moore, Jonathan Rhys-Meyers, Jeffrey DeMunn
C'è
folla in Jonathan
Rhys-Meyers.
E c'è folla anche nel copione di Michael Cooney (che ha scritto Identità, ma lì c'era James Mangold a mettere ordine mentre qui ci sono due carneadi svedesi arruolati nella schiera di mestieranti immigrati ed ora già al lavoro su Underworld 4, non vedo l'ora). Folla di generi soprattutto (thriller,
psychorror e poi horror demoniaco), e di twist. E quando c'è folla, di solito
c'è caos, confusione. E, vista la morale sottesa, parrebbe folla teocon al seguito di Sarah Palin. Certo, poi, ti può capitare che nella folla,
comunque, ci sia chi si fa notare per eleganza e bellezza. Insomma,
può capitare che ci sia Julianne
Moore.
Ma quanti brutti film (ricordiamo The
Forgotten)
potrà mai salvare? E, soprattutto, perché farlo se (i film) non lo meritano?
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