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FRIDA

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Scritto da Laura Santabarbara   
Saturday 05 March 2011

 

manifesto

 

(USA, 2002), di Julie Taymor, con Salma Hayek, Alfred Molina, Geoffrey Rush, Antonio Banderas, Valeria Golino, Ashley Judd, Edward Norton.

"Tutto è presente, niente è perduto. Come una forza nascosta che vi spinge per spronarvi ancora: nell'evidenza che non ci sarà più futuro, il passato si amplifica, le sue radici crescono, tutto in me è rizosfera, i colori si cristallizzano su ogni strato, la minima immagine raggiunge il suo assoluto, il cuore batte in crescendo. Ma dipingere, dipingere tutto questo è impossibile, adesso, Oh, doña Magdalena Carmen Frida Kahlo de Rivera, sua maestà la zoppa, quarantasette anni in questa piena estate messicana, sfinita fino allo stremo, il dolore estenuante come non mai, eccola nell'irreparabile! Vecchio Mictlantecuhtli (dio azteco della morte), dio, liberami!" (Frida Kahlo - biografia, di Rauda Jamis)

Frida è la storia di una creatura straordinaria che aveva in sé tutte le infinite sfumature dell'essere donna: la gioia, il dolore e la disperazione, il coraggio e la speranza, le angosce, la solitudine, l'ironia e la straordinaria contagiosa vitalità. Innamorata della vita, degli uomini e delle donne, perduta nell'amore per il suo uomo, ferita, abbandonata, disprezzata, ammirata ed amata, questa donna tenera e forte ci viene raccontata ripercorrendo i momenti più delicati e più intensi della sua vita... Una vita che Frida concesse al suo corpo di abbandonare quando il suo spirito, ebbro di amore e passione, provato profondamente dal dolore, sentì di poter lasciare questo mondo dal quale aveva ricevuto tutto quanto potesse prendere, attingendo energia dall'essenza delle cose, compiendo il proprio percorso, attraverso le vie più inerpicate dell'universo umano che ha popolato la sua esistenza ed al quale aveva donato tutta se stessa.

Il film ritrae in apertura proprio una scena tratta dalla fine della vita dell'artista; l'inquadratura del volto della donna e dei suoi occhi ancora vispi, nello splendore della sua intelligenza, si trasforma in quella della testa dai capelli corti e neri di una ragazzina bizzarra, che corre nei corridoi di un istituto con l'aria di saperla lunga: Città del Messico; 1922; Frida frequenta la scuola preparatoria nazionale, antico ed illustre istituto gesuita, luogo di fermento culturale ed uno dei centri della rinascita degli ideali patriottici messicani ma, soprattutto, luogo in cui Diego Rivera realizzò la sua prima decorazione murale, La Creación. In un'atmosfera di enfasi culturale, in un periodo in cui "in Messico l'arte era considerata, al pari della scienza, una dinamica essenziale del progresso", il carattere già forte e risoluto della giovane artista assume un profilo ancor più definito, lo stesso che donerà alle sue opere: sincere, decise, dai contorni duri, rigidi, animati dal colore, creatore di forma intrisa di sostanza emotiva.

Nello straordinario contesto storico in cui ancora pulsavano gli ideali della rivoluzione messicana, maturati nel corso della dittatura di Porfirio Dìaz e sfociati nella rivoluzione che ebbe fine nel 1917, Frida Kahlo conosce il Maestro Diego Rivera. A spezzare l'entusiasmo e la vitalità di quella ragazzina piena di energia, arriverà il terribile incidente in tram, che abbattendosi sul suo già fragile corpo, come una spada su una colomba, la costringerà ad affrontare atroci sofferenze del corpo, nel corso di un'esistenza che non le risparmierà le terribili afflizioni dell'anima. In uno dei momenti più duri ed intensi del film, Frida dirà a Diego: "ci sono stati due terribili incidenti nella mia vita, quell'autobus e tu. Tu sei di gran lunga il peggiore". Eppure è stato proprio Rivera a descrivere nel modo più autentico e reale ciò che ha rappresentato l'arte di Frida Kahlo: "La prima donna nella storia dell'arte ad aver affrontato con assoluta ed inesorabile schiettezza, si potrebbe dire in modo spietato ma nel contempo pacato, quei temi generali e particolari che riguardano esclusivamente le donne" e, ricordando la prima volta in cui Frida gli mostrò la sua opera: "Le tele mostravano alla base una schiettezza plastica ed una loro personalità artistica. Trasmettevano una sensualità vitale, arricchita da una capacità d'osservazione, ricca di sensibilità ma anche spietata. Capii subito che si trattava di una vera artista" (Kahlo, Andrea Kettenmann).

La regista Julie Taymor ha scelto, così, di chiarire proprio attraverso le parole di Alfred Molina, che interpreta Rivera nel film, la differenza sostanziale tra l'opera del Maestro e quella della giovane nascente artista: "Io dipingo quello che vedo, il mondo esterno, ma tu dipingi da qui (indicando il cuore con il pugno) è meraviglioso". Sarà stato questo il motivo per cui il surrealista Breton rimase colpito sin dall'inizio dalla sua arte e fece in modo da organizzare una mostra di Frida in Francia. Ma non sarà mai possibile indicare Frida Kahlo come surrealista... La sua opera si manterrà unica e pura fino all'ultimo respiro dell'artista.

Il film percorre i momenti più significativi ed intensi della storia di Frida e Diego, passando per l'avventura di Gringolandia (ottima la realizzazione delle scene a metà tra la realtà ed il fumetto, nelle quali vengono ritratte le vicende americane della coppia), per giungere all'esperienza parigina di Frida e, ancora, all'asilo offerto dalla coppia a Trotsky.

Ad affiancare Salma Hayek ed Alfred Molina, straordinari protagonisti, ci sono una bellissima e sensuale Ashley Judd, nei panni dell'amica fotografa Tina Modotti, ed una dolce e disperata, saggia e romantica Valeria Golino, che interpreta l'ex moglie di Diego, Lupe Marín. Ma la pellicola vive, in primo luogo, dei suoi colori accesi e brillanti: dal verde e marrone della vegetazione messicana, all'azzurro delle pareti della casa dei genitori della Kahlo, al bianco che tutti li assorbe, per diventare morte, luce di buio e dolore per la perdita della cosa più preziosa.

Frida provò per il suo Diego un sentimento tormentato e spesso disperato, a causa di quell'amore che non potette mai perdersi definitivamente, nonostante i due fossero, gran parte della loro vita, terribilmente lontani... E' attraverso l'opera di Frida, caratterizzata da un simbolismo spesso ispirato all'arte messicana popolare ed alla cultura precolombiana, mai ermetica, che possiamo provare ad avvicinarci all'incredibile passione che l'ha sempre animata, conducendola spesso al profondo tormento del suo sentire più intimo. Ma, per coglierne l'essenza, dobbiamo avvicinarci alla sua arte con un cuore nuovo e forte, pronto ad accogliere l'amarezza della vita, senza fuggirla, e la profondità di uno sguardo, per soffermarvisi tutto il tempo che merita.

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