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True Grit - Il Grinta

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Scritto da Rosario Gallone   
Friday 18 February 2011

manifesto

(Usa 2010) di Joel & Ethan Coen con Jeff Bridges, Matt Damon, Hailee Steinfeld, Josh Brolin, Barry Pepper

E' la seconda volta che i Coen si misurano espressamente col remake. La prima è stata fallimentare (Ladykillers è la loro prova più opaca), mentre qui l'impressione è che arranchino pur giungendo al traguardo decorosamente. Certo non si tratta di un vero e proprio remake, bensì di una nuova versione del romanzo di Charles Portis, Un vero uomo per Mattie Ross, pubblicato nel 1969 ed immediatamente trasposto per il grande schermo da Henry Hathaway che ne fece un veicolo da Oscar risarcitorio per John Wayne che non ne aveva mai vinti. Curiosamente il film di Hathaway era più controcorrente di questo perchè a cavallo tra '60 e '70 il western era già stato sottoposto alla rilettura revisionista ed autocritica dei colonizzatori, mentre quello con "il Duca" si presentava come un classico fuori dal tempo. I Coen rappresentano un West brutto, sporco e cattivo, ma nel 2010 non è una novità ed il sospetto di gigioneria d'autore (nonché d'attore ché Jeff Bridges, dopo l'anno passato, si deve essere convinto che per vincere l'Academy Award bisogna interpretare un ubriacone) si fa strada durante la visione. Che è una piacevole visione (siamo lontani dalle sciocchezze tipo Prima ti sposo e poi ti rovino o Burn After Reading), in cui pare non mancare nulla del Coen's touch. Solo che il debito col genere pareva l'avessero pagato col ben più riuscito Non è un paese per vecchi.

Commenti
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Vito Monopoli   |2011-02-27 08:33:28
Sono d'accordo col pagamento al genere di Non è un paese per vecchi, anche se
trovo questo film dei Coen molto più vicino a Burn after reading, nel senso che
lì come nel Grinta l'ambientazione è più conforme agli originali, in modo
particolare in quest'ultimo visto che è un western nel west, un postmoderno più
nascosto, come per Tarantino in Bastardi senza gloria.
Pensando alla
rivisitazione mi viene da fare una considerazione pensando ai tentativi italiani
tipo I nuovi mostri, perchè da noi il remake o il riferimento producono
risultati inferiori all'originale? Perchè la critica si trasforma in
sketch?
Allora meglio Luca Medici e Antonio Albanese che criticano con lo
sketch.
Ma si sarà capito?
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