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(Usa 2010) di Debra Granik con Jennifer Lawrence, John Hawkes, Garret Dillahunt
Ha vinto il Gran Premio della Giuria all'ultimo Sundance, ha superato Black Swan e Let me in nella corsa all'aggiudicamento dei Gotham Independent Film Award e, in attesa di vedere quante delle sette nomination agli Independent Spirit Awards si trasformeranno in premi, ha vinto il 28mo Torino Film Festival. Tratto da Un gelido inverno di Daniel Woodrell (edito in Italia da Fanucci), l'opus 2 di Debra Granik non si segnala per uno sguardo particolarmente originale (siamo dalle parti del Paul Schrader di Affliction), anzi, a dirla tutta, non impressiona più di tanto dal punto di vista registico, ma, certo, ha un'arma in più nella protagonista, Jennifer Lawrence. Questa ragazza appena ventenne (già vincitrice del premio Marcello Mastroianni a Venezia per The Burning Plain) riesce, con piglio da veterana, a caricarsi sulle spalle l'intera messa in scena. Prende botte, affronta famiglie che sono clan, cerca invano di arruolarsi, alla ricerca (durante la quale incontrerà anche un'invecchiata Sheryl Lee/Laura Palmer) di un padre, Jessup, che non è il Picone di Nanni Loy (e lo scoprirà nella scena più dura dell'intero film), e cui lei dovrà sostituirsi. E' lei a fare la differenza.
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