(Stati Uniti, 1991), di Terry
Gilliam, con Robin Williams, Jeff Bridges, Amanda Plummer, Mercedes Ruehl
Perdere se stessi perché si è perso
tutto.
Credere di aver perso tutto
perché non si è ancora trovato se stessi.
Parry e Jack sono l'uno l'opposto
dell'altro, agli antipodi di uno stesso universo di sofferenza.Il tormento di Parry si confonde in immagini
popolate da cavalieri, folletti e gnomi provenienti dal mondo medioevale in cui
la sua mente si è barricata dopo un'atroce disgrazia. In questo mondo
immaginario Parry, per sopravvivere, deve combattere contro il terribile
cavaliere rosso, che condensa i suoi incubi più crudeli minando ogni giorno il
suo precario equilibrio. Il mondo tormentato di Jack è animato da altri mostri,
apparentemente invincibili, quelli della frustrazione e del fallimento, capaci
di annebbiare la coscienza dell'uomo oscurandone i sentimenti più umani e
profondi.
Jack Lucas è un disc-jockey
radiofonico di successo, fino a quando un radioascoltatore che spesso
interveniva alla sua trasmissione, eccitato dalle sue parole, entra in un
locale dando fuoco a sette persone, uccidendo anche la moglie di un professore
universitario di storia medioevale. Una volta ripreso dallo stato catatonico in
cui è rimasto per circa un anno, il professore diventerà "Parry", moderno
menestrello destinato ad una missione speciale: recuperare il Santo Graal,
grazie all'aiuto, anzi all'intervento divino, dell'eletto, ovvero Jack Lucas.
Dopo l'incontro con Parry, Jack
rivisiterà con la propria coscienza quanto accaduto tre anni prima in seguito
alla strage che ha distrutto la vita di Parry. Il percorso interiore di Jack
sarà lungo e sofferto. Smarrito per quanto ha scoperto, l'uomo confida ad Anne,
la sua compagna: "Vorrei che ci fosse un modo di pagare la multa e andare a
casa". Ma i soldi non possono sanare i mali dell'anima. L'incontro con l'altro
può avvenire solo attraverso un percorso complesso e delicato, perché la
maturazione che ne deriva porti alla guarigione dal nostro dolore. Racconta la
leggenda che il Re Pescatore, ancora ragazzo, abbagliato dal sogno di una vita
di potere, bellezza e ricchezza, allungò la mano per prendere la sacra coppa
che gli era stata offerta per esserne il custode e si bruciò. Dopo molti anni
un semplice menestrello, vedendolo assetato, porgendogli una tazza piena
d'acqua con il solo scopo di dissetare un uomo, senza sapere che egli fosse il
re, fece sì che il sovrano ritrovasse il divino calice e che la sua antica
ferita venisse sanata. Jack sa che in realtà per guarire Parry e guarire se
stesso non basterà regalare i suoi soldi, ma dovrà fare molto di più perché
possa compiersi dentro di lui il processo che lo aiuti a ritrovare la propria essenza,
priva di alienanti sovrastrutture, per essere come il puro menestrello della
favola. Per le cose davvero importanti, come i cavalieri della letteratura
duecentesca, bisogna combattere con mente impavida e purezza d'animo; solo
allora le ferite potranno sanarsi e sarà possibile guardarsi dentro con ritrovata
lucidità, distinguendo le cose per le quali vale davvero la pena di essere su
questa terra.
Jack e Parry non sono l'unica
straordinaria coppia di questa bellissima e commovente favola metropolitana.
Stridente, curioso e divertente l'accostamento tra le due protagoniste
femminili: Lydia ed Anne. La prima è una ragazzetta piccola ed insignificante,
nella quale il principe azzurro saprà
cogliere la poesia di ogni gesto. L'altra è una donna bella e vivace, che ogni
giorno decide di continuare a vivere la passione del proprio amore, soffrendo
nell'attesa di un riscontro da parte del suo uomo: "Amor vincit omnia, è latino, significa l'amore vince su tutto, ma
non parlo di noi, non ti preoccupare, vale per tutti gli altri" recita una
eccellente Mercedes Ruehl, nei panni di Anne.
Il racconto è accompagnato, nel
suo svolgersi su diversi piani narrativi che magistralmente si intersecano tra
loro, dal virtuosismo di una macchina da presa che nel 1991, anno in cui veniva
girata la pellicola, anticipava diversi espedienti che sarebbero stati poi ripresi
e strutturati in lavori successivi. La presunzione del volto sicuro di Jack Lucas
nel pieno del suo successo viene catturata nelle inquadrature iniziali in cui
sono sufficienti il solo muoversi della bocca, del naso e di una sola ciocca di
capelli che scende lateralmente lungo la sua guancia, prima che venga ripreso
l' intero studio, dall'alto, spazio in cui si disperdono le parole di Jack che
si riveleranno fatali. Le riprese seguenti, con frequenti inquadrature dal
basso, comunicano la sensazione delle percezionialterate della mente del disck-jockey offuscata
dall'alcol, che ricordano il perenne stato dei protagonisti del successivo Paura e Delirio a Las Vegas, ed aiutano
ad immergersi nel mondo fantastico in cui è persa la mente di Parry, osservato
da gnomi e folletti secondo la stessa prospettiva che più tardi avrebbe ripreso
il mondo di una bambina di dieci anni: una favola avventurosa popolata dagli
straordinari protagonisti di Tideland.
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