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Incontri alla fine del mondo

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Scritto da Attilio Palmieri   
Thursday 17 January 2008

(USA 2007) di Werner Herzog

Nel mese di gennaio nella città di Torino l'evento cinematografico principale sarà la presenza di Werner Herzog. Per l'occasione il Museo Nazionale del Cinema gli ha dedicato un'ampia mostra multimediale di foto di scena, immagini di repertorio e video estratti dai suoi film. Un'esperienza davvero suggestiva per la mente ed i sensi. In più, il Museo del Cinema ha deciso di dedicargli la più grande e completa retrospettiva mai realizzata sul suo cinema, un elenco che prevede ben cinquantadue titoli e (pensate!) dei quali trentaquattro sono stati completamente ristampati dal Museo della Mole. La splendida retrospettiva comincia il 16 gennaio 2008 con l'anteprima nazionale dell'ultimo film dell'autore tedesco, Encounters at the End of the World - Incontri alla fine del mondo.

Questo ultimo, nuovo, emozionante film mette un altro tassello nello scacchiere sempre più pieno della riflessione filosofico-cinematografica del regista di Fata morgana. Il suo sguardo riesce ancora una volta a rinnovarsi e reinventarsi, e ancora una volta il cinema diventa per Herzog sfida impossibile, ricerca del limite estremo e del bello supremo della natura. Questa volta la sua "missione" lo porta più a sud del sud, dove l'efficienza della bussola è claudicante perché il campo magnetico è troppo vicino, in Antartide dove Werner Herzog si reca accompagnato esclusivamente dal suo fede operatore  Peter Zeitlinger    , con lui in dodici film e autentico genio delle luci. L'autore tedesco va lì non per studiare la natura degli animali e nemmeno per analizzare la marcia dei pinguini, come fa il 90% delle persone che approdano in Antartide, ma piuttosto per "scoprire la follia dei pinguini". Va in Antartide per scoprire la società nascosta alla fine del mondo, un migliaio di uomini e donne che vivono nell'immenso territorio antartico, nessuno uguale all'altro per età, classe sociale o estrazione culturale, tutti sognatori. Herzog incontra una società quasi irreale per quanto magica, una comunità di idealisti che ha scelto l'Antartide come casa, luogo di sperimentazione, riflessione, meditazione, ma anche avventura e divertimento. Questa allegra comunità è il sogno di molti sociologi, l'idea platonica dell'integrazione culturale, un luogo dove non esiste discriminazione o razzismo. Tutt'altro. Questa piccola ma grande comunità è il massimo esempio di integrazione culturale, ne fanno parte infatti le minoranza sociali di ogni parte del mondo che insieme vanno a formare un agglomerato umano che fa delle differenze la sua forza, dell'amore per l'uomo e per il mondo la sua filosofia. Ci sono scienziati, filosofi, professori, medici, zoologi, vulcanologi, glaciologi, operai e tanti altri, tutti uguali e pure tutti diversi. Lo spirito dell'avventura è sempre presente in ognuno di loro, alimentato dalla voglia di stupire, ma soprattutto di essere stupiti. Uno di loro è un filosofo e racconta che secondo lui i sogni ed i desideri siano una delle manifestazioni della natura, una delle più magiche e che l'universo ha qualcosa di misterioso e autosufficiente, ma anche edonista in quanto si specchia di continuo attraverso i nostri occhi. Un altro di loro è un semplice operaio, ma non uno qualunque, uno speciale, un discendente azteco. Mette in mostra tutte le sue specialità, le sua eccezionalità somatiche, spiega il perché delle sue particolari mani, e della sua lunga e ampia cassa toracica. Racconta le disavventure che ha avuto per via del suo aspetto fisico, in passato, nell'altro mondo, ma, ora, qui, va fiero del suo essere e del suo perduto popolo. Werner Herzog racconta di essersi innamorato dell'Antartide vedendo delle riprese fatta da alcuni esperti sommozzatori sott'acqua, al di sotto dell'enorme strato di ghiaccio. Inevitabilmente cerca di riprendere anche lui quelle straordinarie immagini, quelle luci riflesse attraverso il ghiaccio ed i suoi fori, quel mondo nascosto, misterioso, inquietante che si nasconde a sud della terra, e con uno straordinario talento poetico per l'immagine e la sua meraviglia, Werner Herzog ci porta in un fantastico viaggio verso la scoperta della natura e della sua magia, lì alla fine del mondo.

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