Torino Film Festival 2007 - I dati
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Scritto da Alessandro Crocetta
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Monday 03 December 2007 |
Quaranta per cento in più di accreditati professionali e giornalisti stranieri e il doppio di spettatori paganti già nei primi tre giorni, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In questi due significativi dati si può racchiudere il successo della 25esima edizione del Torino Film Festival, il primo sotto la direzione di Nanni Moretti, cominciato il 23 novembre scorso e che si è concluso il I dicembre, con la cerimonia di premiazione e l’anteprima del nuovo film di David Cronenberg, “Eastern Promises”.
Le lunghe code alle biglietterie e all’ingresso delle sale dei tre cinema coinvolti nella manifestazione (il Massimo, l’Ambrosio e il Greenwich), hanno caratterizzato praticamente tutte le giornate di un festival che ha presentato 15 lungometraggi nella sezione principale del concorso “Torino 25” (su ben 1.200 visionati), 7 anteprime (tra le quali, oltre all’ultimo Cronenberg, le pellicole di Wong Kar-wai “My blueberry nights” e di Wayne Wang, “A thousand years of good prayers”), 12 film fuori concorso (compreso l’ultimo di Aleksandr Sokurov, “Aleksandra”), 2 retrospettive complete su John Cassavetes e Wim Wenders, 13 documentari italiani (di cui 11 in concorso, tra i quali “Biùtiful Cauntri”, di Esmeralda Calabria, Giuseppe Ruggiero e Andrea D’Ambrosio sulle ecomafie in Campania), 15 corti italiani, i film d’esordio di Tinto Brass, Florestano Vancini, Francesco Rosi, Gianfranco De Bosio e Paolo e Vittorio Taviani. Se a questi aggiungiamo altri 65 lunghi, medio e cortometraggi presentati nelle sezioni “La zona”, “Spazio Torino” e “Lo stato delle cose”, i 5 lavori di “Panorama italiano” (tra cui “In fabbrica” di Francesca Comencini e l’esordio alla regia di Fabrizio Bentivoglio, “Lascia perdere, Johnny!”), e i 3 eventi speciali (i restaurati “Dillinger è morto” di Ferreri, con il documentario sullo stesso regista “Sostiene Ferreri”, e il peplum del 1926 di Brignone, “Maciste nella gabbia dei leoni”), arriviamo all’invidiabile numero di 142 pellicole. Forse un po’ troppe - come ha chiosato uno dei componenti della giuria principale, il regista finlandese Aki Kaurismaaki – ma sicuramente in grado di far apprezzare ancor più un festival molto diverso dalle kermesse di star e starlette, e che si conferma una manifestazione per addetti ai lavori e amanti del cinema vero, quello da vedere e di cui discutere, senza gossip e serate mondane.
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