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Non ? peccato - LA QUINCEANERA (II)
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Scritto da Guglielmo D'Aniello
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Monday 04 December 2006 |
(Usa 2006) di Richard Glatzer e Wash Westmoreland.
con Emily Rios, Jesse Garcia, Chalo Gonzalez, David W. Ross, Ramiro Iniquez.
Film vincitore del Sundance film festival 2006, il festival del cinema indipendente più importante del mondo. Non è peccato, titolo della distribuzione italiana (La Quinceanera è il titolo originale della pellicola) è ambientato nell’Echo Park di Los Angeles, il quartiere che vede la massima concentrazione di immigrati messicani. Magdalena (Emily Rios), si avvicina al suo quindicesimo compleanno e quindi alla sua Quinceanera, una cerimonia molto sentita tra le adolescenti di origine latina, che segna il passaggio nell’età adulta. Mentre fervono i preparativi per la festa (abiti eleganti, macchine di lusso, damigelle, pranzo e quant’altro) un evento sconvolge la vita della ragazza. Magdalena rimane incinta a causa di un rapporto “esterno” avuto con il suo ragazzo, viene scoperta dai genitori, ripudiata dal religiosissimo padre (un predicatore ossessionato dalla fede) e buttata fuori di casa, si rifugia a casa del vecchio pro zio Tomas (Chalo Gonzalez), che già ospita un suo cugino gay, Carlos (Jesse Garcia), anch’egli cacciato di casa dai genitori, perché scoperto a guardare siti gay.
Il tentativo della coppia di registi è quello di indurci ad una riflessione sul peccato, dall’accezione biblica (la violazione volontaria della legge di dio), fino alla pedanteria e ai sensi di colpa della società attuale. Inserendo i tre protagonisti, le cui vicende incrociate ricordano e rimandano fin troppo al primo Inarritu (quello di Amoresperros per intenderci), in un contesto sociale dove regnano: bigottismo, superstizione, tensioni razziali, sessuali e di classe. Arricchendo quindi i contenuti (e la scarsa forza drammatica) di tali tematiche, per raccontare uno spaccato di vita di un quartiere in trasformazione, ma anche i mutamenti sessuali di una coppia di adolescenti.
Il film, che in realtà è un invito alla solidarietà, alla comprensione e alla tolleranza, mira a sensibilizzare e stimolare il pubblico, verso tematiche importanti, scottanti e talvolta provocatorie, che il cinema non affronta sovente, potrebbe essere visto come una rivisitazione, in chiave moderna, della bibbia, per la stragrande quantità di elementi in comune e di riferimenti alle sacre scritture, tra predicatori, santi e miracoli (veri o presunti tali), concepimenti senza penetrazione (e chiaro il riferimento all’immacolata concezione della “vergine” Maria).
In tal senso sono significative le sequenze in cui il padre-predicatore, ancora adirato per il gesto della figlia “peccatrice”, riceve la visita dello zio, che cerca vanamente di farlo tornare sui propri passi, ma l’unica risposta che riceve dall’uomo è: “io non conosco nessuna donna che sia rimasta incinta senza aver avuto rapporti sessuali”, e nell’inquadratura successiva si vede il vecchio Tomas che guarda la medaglietta che ha al collo (mostrandola alla camera), che ritrae la madonna; e quella in cui Herman, l’incredulo fidanzato della ragazza, le dice: “non può essere che tu sia rimasta incinta se non l’abbiamo mai fatto… Vorrà dire che se sarà maschio lo chiameremo Gesù”. Curioso anche l’altarino, quasi pagano, sospeso tra il sacro ed il profano, che il vecchio prozio Tomas erige nel suo giardino per i due pronipoti diseredati, come ad invocare una protezione dall’alto per loro. I tre formano una piccola famiglia “atipica” (alla faccia dei pax e dei dibattiti infiniti sulla questione).
Particolare menzione meritano gli attori (non professionisti), non tanto per la loro recitazione, ma per la loro spontaneità. Emily Rios, Jesse Garcia e, in particolar modo, Chalo Gonzales interpretano tre personaggi umanissimi, ciascuno con il proprio dramma, non recitando ma vivendo i loro ruoli, come se l’attore e il personaggio fossero un tutt’uno, rendendo più autentico lo svolgersi delle vicende.
Non è peccato avere una relazione omosessuale. Non è peccato fornicare e rimanere incinta a 15 anni. Non è peccato mostrare al cinema un bacio tra due persone dello stesso sesso.
Il vero peccato è mostrare la realtà di un mondo sempre più globalizzato negli usi, nei costumi e nei consumi, dove i giovani adolescenti sembrano avere come loro unica preoccupazione quella di mostrare agli amici il modello di telefonino più alla moda e di avere come regalo per la propria Quincenera una Hammer limousine (tra l’altro inguardabile).
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