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Scritto da Laura Santabarbara
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Tuesday 24 May 2011 |
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"Se riusciamo a muovere le cose, ci appaiono meno pesanti": Luciano Stella ha presentato così la piccola rassegna filmica de L'arte della Felicità per il maggio dei monumenti (tenutasi presso il PAN, sabato 21 e domenica 22 maggio), dedicandola alla capacità che abbiamo di "sprigionare energia creativa" e di riuscire, grazie ad essa, ad intervenire come artefici di cambiamenti concreti nella vita di tutti i giorni. Il concetto è ripreso nel corso della prima proiezione, quella del film Across the Universe, quando il protagonista, Jude, in un battibecco a tavola con la famiglia del suo amico Max, risponde al padre di questi, che sostiene che "è ciò che fai a determinare ciò che sei", ed a Max stesso, che ribatte "è ciò che sei che determina ciò che fai", che, in realtà, "non è cosa si fa ma come lo si fa" a determinare ciò che si è. È infatti la passione che investiamo in ciò che facciamo che ci porta ad essere protagonisti della vita, imprimendo il nostro carattere nel tessuto del contesto in cui ci muoviamo, cavalcando l'onda della straordinaria energia che può sprigionarsi da noi stessi e da tutto ciò che ci circonda. E, come ha ricordato Luciano Stella, tutto questo è legato alla musica, indiscutibile fonte di energia creativa, elemento caratteristico della storia di un'epoca o di un luogo e delle generazioni che li hanno attraversati.
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Scritto da Alessandro Cenni
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Friday 17 December 2010 |
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Il fantastico come malattia. Una malattia utile, come cortocircuito che stimoli i nostri anticorpi, come invito implicito ad isolare il virus e tradurlo in vaccino. Una malattia che fortifica -e rivoluziona- la nostra percezione della realtà. Questa chiave di lettura permette di accogliere senza eccessivo stupore i titoli - che tout court afferiscono alla fantascienza- scelti dall'Istituto Grenoble per l'ultima serata dedicata al fantastico, "I Maestri del Cinema Francese": dal surrealismo visionario di La Planète Sauvage (Cecoslovacchia/Francia, 1973) di Renè Laloux, al crudo post-apocalittico di Le Dernier Combat (Francia, 1983), primo lungometraggio di Besson; capitolo a parte l'ultima proiezione -che tratteremo per prima-, Les Revenants (Francia, 2003), suggestivo debutto di Robin Campillo, già affermato montatore e sceneggiatore (A tempo pieno, Francia, 2001, Verso il Sud, Francia/Canada, 2005, entrambi a quattro mani col regista Laurent Cantet).
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Scritto da Alessandro Cenni
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Wednesday 08 December 2010 |
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La
prima serata della rassegna "I maestri del cinema francese"
dell'Institut Français de Naples, si apre con una brillante
rievocazione di Alfred Machin: una proiezione
rigorosamente in 35 mm, coadiuvata dal commento musicale affidato ai
giovani autori - ispirati, è il caso di dirlo - del Conservatorio di
San Pietro a Majella.
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Scritto da Alessandro Crocetta
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Friday 05 December 2008 |
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“Uno sguardo severo su una società incapace di relazionarsi col suo passato recente”. Parole dello stesso regista, il cileno Pablo Larrain, per descrivere il bel film “Tony Manero”, vincitore del 26esimo Torino Film Festival come migliore pellicola. La storia di un cinquantenne ossessionato dall’idea di impersonare il celebre personaggio interpretato da John Travolta ne “La febbre del sabato sera”, sullo sfondo di un Cile oppresso dalla terribile dittatura del generale Pinochet, commuove e offre una visione lucida e senza retorica – camera a mano - su un’epoca drammatica del Paese sudamericano, con un protagonista di rara bravura, Alfredo Castro, vincitore a sua volta del premio come miglior attore. Bello anche “Quemar las naves” del messicano Franco-Alba, che disegna sapientemente un intenso rapporto tra due fratelli adolescenti che vivono in una città coloniale di provincia chiusi in una grande casa che sta cadendo a pezzi, vincitore del premio del pubblico “Achille Valdata”. Attuale e più significativo di tanti commenti inutili e polemiche strumentali sulla questione scolastica risalita alla ribalta in questi giorni, è il documentario “Signori professori”, di Maura Delpero, che andrebbe proiettato e commentato nelle scuole, anche (e soprattutto) in quelle attualmente occupate. Ci ha molto impressionato, poi, in “Hunger”, di Steve McQueen (menzione speciale della giuria), la potente e spietata descrizione della famosa e clamorosa protesta dei detenuti dell’Ira, che portò nel 1981 alla morte per sciopero della fame di Bobby Sands. Una cronaca minuziosa – degna della precedente esperienza di McQueen come artista visivo - di quanto avveniva nella prigione di Maze in Irlanda del Nord all’inizio degli anni ’80, con dettagli che sembrano quasi farci “sentire” fisicamente gli odori e gli orrori di un braccio di ferro terribile carcerieri-carcerati, e che culmina in due magnifici quadri: l’immagine di un giovanissimo poliziotto, che piange in silenzio e di nascosto dai suoi compagni dopo aver massacrato di botte, assieme agli altri, un detenuto ribelle, e il dialogo serrato tra Bobby Sands e un prete che cerca inutilmente di convincerlo a desistere dall’idea di lasciarsi morire di fame.
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Scritto da Alessandro Crocetta
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Thursday 04 December 2008 |
“Il Festival c’è, è vivo, e sta bene in salute”. Così Nanni Moretti, per il secondo anno direttore del Torino Film Festival, ha voluto chiosare la 26esima edizione della kermesse sotto la Mole. Del resto, i dati parlano chiaro: fino al giorno prima della chiusura, rispetto al 2007, si sono registrati incrementi del 40 per cento per gli accrediti, del 15 per cento per i biglietti e gli abbonamenti venduti, e del 25 per cento per gli incassi. Un successo evidente, che ha contribuito a rendere distesa l’atmosfera della conferenza stampa di chiusura del festival, e che ha consentito al mattatore Moretti di scherzare e di fare battute, fino al punto di dichiararsi scontento solo a causa della neve, caduta abbondantemente su Torino il giorno prima della chiusura e non l’ultima serata come lui invece avrebbe preferito.
Anche quest’anno si sono visti autori interessanti e poco conosciuti dal grande pubblico (dal messicano Francisco Franco-Alba al britannico Steve McQueen, dal cileno Pablo Larrain al tedesco Dennis Gansel, al giapponese Kore-eda), e si è assistito a gustosi incontri con grandi cineasti (su tutti un divertente e incalzante faccia a faccia Moretti-Marco Tullio Giordana). Sempre più convincente la sezione “L’amore degli inizi”, che ripropone i film d’esordio di registi poi divenuti famosi (quest’anno Giuseppe Bertolucci, Marco Tullio Giordana, Salvatore Piscicelli, Paolo Virzì, Claudio Caligari e Peter Del Monte), e sicuramente azzeccate le tre retrospettive su Polanski, Melville e la British Renaissance. Quest’ultima, in particolare, ci ha fatto riscoprire alcune chicche che avevamo dimenticato, come i documentari girati da Ken Loach per la tv sugli scioperi nella Gran Bretagna dell’era Thatcher e la Liverpool di Terence Davies. Moretti ha assicurato di essere già al lavoro per la prossima edizione, forte anche dell’appoggio unanime della città, che sembra disposta a tutto pur di convincerlo a restare alla guida della manifestazione vita natural durante. Parafrasando il bel film di Bill Forsyth del 1983 presente nella sezione dedicata al cinema britannico, il Festival ha trovato il suo “Local Hero”.
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Scritto da Giuseppe Sedia
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Wednesday 15 October 2008 |
Elenco dei partecipanti al corso di regia
La seguente intervista è
estratta da una conversazione con Roger Corman avvenuta lo
scorso settembre sull'Isola di Procida. Il regista-produttore
americano era ospite alla quinta edizione della rassegna Il vento del
cinema, dedicata al tema "Afterlife".
Negli anni
sessanta in un intervista con Vincent
Porter apparsa su Midi Minuit Fantastique lei hai dichiarato
che le riprese di un film comportano sempre la necessità di
prendere decisioni "automatiche". Potrebbe spiegarci meglio
cosa intendeva?
Non smetterò mai di sostenere
l'importanza della fase di preproduzione nella realizzazione di una
pellicola. Tuttavia anche con una buona pianificazione tutti i rischi
non possono essere calcolati a tavolino. Gli imprevisti produttivi
che agiscono talvolta da stimolanti creativi si nascondono sempre
dietro l'angolo. Vedi soprattutto le riprese in esterno. In questo
caso il regista ha davvero poco tempo per scegliere una soluzione
rapida, "automatica" appunto
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Scritto da Giuseppe Sedia
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Tuesday 26 February 2008 |
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(Italia, 2007) di Marinella Senatore
L'impossibile tassonomia dei ricordi in un video-manuale autobiografico frammentario. Il sentimento del'etnologo che non puo catalogare la gioia dell'incontro con la propia madre proprio come la figura di Wilson Bentley, ostinato autodidatta del Vermont che sognava di classificare la morfologia di tutti i fiocchi di neve, un personaggio eccentrico al quale la regista aveva dedicato il "Kammermusical" All the things I Need proposto alla Galleria Civica di Trento...
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Scritto da Attilio Palmieri
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Thursday 17 January 2008 |

(USA 2007) di Werner Herzog
Nel mese di gennaio nella città di Torino l'evento cinematografico principale sarà la presenza di Werner Herzog. Per l'occasione il Museo Nazionale del Cinema gli ha dedicato un'ampia mostra multimediale di foto di scena, immagini di repertorio e video estratti dai suoi film. Un'esperienza davvero suggestiva per la mente ed i sensi. In più, il Museo del Cinema ha deciso di dedicargli la più grande e completa retrospettiva mai realizzata sul suo cinema, un elenco che prevede ben cinquantadue titoli e (pensate!) dei quali trentaquattro sono stati completamente ristampati dal Museo della Mole. La splendida retrospettiva comincia il 16 gennaio 2008 con l'anteprima nazionale dell'ultimo film dell'autore tedesco, Encounters at the End of the World - Incontri alla fine del mondo.
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Scritto da Administrator
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Monday 03 December 2007 |
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Un delizioso Michel Piccoli, ironico e tenero nei suoi 84 anni portati benissimo, che ricorda con affetto e nostalgia il “suo” Marco Ferreri, i suoi silenzi e le sue improvvise arrabbiature sul set, le sue quattro passioni (la rivoluzione, le donne, i bambini, il mare), la sua gioia quasi infantile nell’essere finalmente riuscito a scuotere la vecchia borghesia al Festival di Cannes del 1968 con il dirompente “Dillinger è morto”, di cui il Torino Film Festival presentava il restauro. E poi, la sincerità disarmante di Sherad Anthony Sanchez, regista filippino di appena 22 anni, in concorso con “The woven stories of the other” – quasi un documentario su miti, tradizione e leggende di Mindanao, scomodo avamposto dei rivoluzionari comunisti nel sud-est asiatico – che, rispondendo a chi gli chiedeva quale fosse il suo prossimo progetto cinematografico, ammette candidamente che ora deve pensare innanzitutto a laurearsi.
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Scritto da Alessandro Crocetta
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Monday 03 December 2007 |
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Quaranta per cento in più di accreditati professionali e giornalisti stranieri e il doppio di spettatori paganti già nei primi tre giorni, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In questi due significativi dati si può racchiudere il successo della 25esima edizione del Torino Film Festival, il primo sotto la direzione di Nanni Moretti, cominciato il 23 novembre scorso e che si è concluso il I dicembre, con la cerimonia di premiazione e l’anteprima del nuovo film di David Cronenberg, “Eastern Promises”.
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Scritto da Attilio Palmieri
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Wednesday 21 November 2007 |
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Scatterà venerdì 23 novembre l'edizione numero 25 del Torino Film Festival che si terrà come lo scorso anno nei cinema Ambrosio, Massimo e Greenwich Willage, una puntata dal volto nuovo, ma non troppo. La prima e più grande novità è in vetta: il nuovo direttore è Nanni Moretti il quale ha preparato una manifestazione coi fiocchi. Le parole d'ordine del regista di Bianca però sono rigore ed identità. Per quest'edizione infatti ha voluto che si rispettassero le caratteristiche che da sempre hanno contraddistinto il festival: spazio agli autori indipendenti, spazio al cinema italiano, anteprime di spicco, spazio ai generi inflazionati e sottovalutati e grandi retrospettive.
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