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XXY

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Scritto da Laura Santabarbara   
Sunday 18 November 2007

(Argentina, 2007) di Lucia Puenzo, con Inés Efron, Ricardo Darin, Martin Piroyanski, Valeria Berticelli, German Palacios, Guillermo Angelelli.

La diversità, che stimola il confronto, la crescita, lo sviluppo dell’intelligenza stessa, che è intrinseca nella natura delle cose e degli uomini, è troppo spesso osteggiata dalla sorda “ragionevolezza” delle menti troppo chiuse, con la loro necessità di catalogare ogni cosa per ricondurla alle proprie miserabili certezze.

Se sono così speciale perché non posso parlarne con nessuno?” chiede Alex al padre Kraken, riferendosi, evidentemente, al suo ermafroditismo. Un papà, quello di Alex, davvero speciale anche lui, che investe tutte le sue energie per cercare di capire fino in fondo e che non ha assolutamente voluto che la si toccasse, appena nata, perché lei era “perfetta”...  Se la operavano l’avrebbero fatta vergognare del proprio corpo ed è la cosa peggiore che si possa fare ad un figlio”, spiega a Kraken un uomo che egli ha deciso di incontrare perché ha affrontato in passato la stessa situazione di Alex.

La perfezione d’altra parte esiste al di là delle condizioni contingenti. La si trova quando l’annullamento di ogni pregiudizio rende libero il proprio spirito di riconoscere la bellezza nel corpo e nell’animo dell’altro, dell’altro da noi, che con la sua diversità ci completa, ci nutre, ci sazia rendendoci parte di un immenso che è necessario scoprire per crescere davvero. A capirlo sono due adolescenti, Alex ed Álvaro, puri come il loro desiderio e la loro istintiva scoperta del sesso.

Alex è una creatura profondamente umana, che desidera conoscere l’amore come tutti i suoi coetanei, che si alimenta del confronto per crescere, senza temerlo, nonostante questo avvenga attraverso rapporti inevitabilmente conflittuali e nonostante l’imbecillità diffusa che irrimediabilmente finisce con il circondarla e farla soffrire.

Su un conflitto silente e sterile è invece improntato il disumano rapporto di Álvaro con suo padre. L’uomo, la cui figura si contrappone a quella del padre di Alex, è un chirurgo plastico molto stimato, una persona che ancora giovane è già “arrivata” e che quindi conosce, sa ed è sicuro di decidere per la cosa più giusta da fare. Il padre di Álvaro ha già catalogato da tempo anche il figlio, un ragazzo sensibile ed intelligente ma non bello e soprattutto diverso da lui.

Guardando il film si ha la sensazione di osservare i personaggi che animano la pellicola cogliendone i profili emotivi, spiandoli dal buco della serratura; impressione accentuata dall’uso della telecamera a mano, che a volte sorvola su particolari che istintivamente ci aspetteremmo venissero inquadrati.

XXY è un film bello che colpisce per la sua semplice naturalezza negli aspetti più delicati e più duri. L’unico appunto mosso al lavoro dell’esordiente regista è stato sollevato dal Comitato Scientifico UNITASK (Unione Italiana Sindrome di Klinefelter) che ha messo in evidenza la grave inesattezza del titolo definito “fuorviante anche se ovviamente di grande effetto per il pubblico in generale”. Il motivo risiede nella confusione generata dall’associazione al problema dell’intersessualità del codice genetico XXY, che presentano pazienti con Sindrome di Klinefelter,. Nel paziente con Sindrome di Klinefelter, come spiega un comunicato del Comitato,il fenotipo è maschile (non femminile come la protagonista del film) e non vi sono disturbi della funzionalità né dell'identità sessuale, tipici dell'intersessualità”. Il Comitato pertanto ritiene che “il titolo costituisca una grave distorsione della realtà clinica della Sindrome di Klinefelter ponendo una relazione di causa ed effetto tra le due condizioni assolutamente inesistente sul piano biologico e pericolosissima sul piano psicologico per i pazienti, i loro familiari e soprattutto per gli adolescenti e le mamme in gravidanza con diagnosi prenatale di feto XXY”.

 

Commenti
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fulvio   |2008-02-11 19:31:23
bellissima recensione...
Giuseppe  - bravissima !!!   |2008-02-12 19:53:13
:grin Complimenti Laura per la recensione bella e significativa ..........
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