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Scatterà venerdì 23 novembre l'edizione numero 25 del Torino Film Festival che si terrà come lo scorso anno nei cinema Ambrosio, Massimo e Greenwich Willage, una puntata dal volto nuovo, ma non troppo. La prima e più grande novità è in vetta: il nuovo direttore è Nanni Moretti il quale ha preparato una manifestazione coi fiocchi. Le parole d'ordine del regista di Bianca però sono rigore ed identità. Per quest'edizione infatti ha voluto che si rispettassero le caratteristiche che da sempre hanno contraddistinto il festival: spazio agli autori indipendenti, spazio al cinema italiano, anteprime di spicco, spazio ai generi inflazionati e sottovalutati e grandi retrospettive.
I "sogni d'oro" di Moretti stanno per realizzarsi perché il programma degli otto giorni è ricchissimo di spunti interessanti. La sezione dei film in Concorso offrirà ben dodici lungometraggi di autori indipendenti o quasi tali e offrirà al pubblico e alla critica elementi nuovi per analizzare l'evoluzione del cinema contemporaneo.
La sezione Fuori concorso è un po' più di tendenza e mostrerà le opere più significative dell'anno in un rapporto perfetto tra spettacolo e arte. Oltre alla classica sezione dei Documentari ci sarà quella che prende il titolo dal bellissimo film di Wim Wenders Lo stato delle cose e presenterà corti, medi e lungometraggi a tema. In più il direttore ha voluto inserire una sezione intitolata L'amore degli inizi dedicata alle opere prime tra le quali spiccano quelle di Francesco Rosi (La sfida) e dei fratelli Taviani (Un uomo da bruciare). Al termine di ogni proiezione ci sarà un confronto in sala tra Nanni Moretti ed il regista dell'opera.
Non potevano mancare le anteprime nazionali che quest'anno sono ben cinque, un bel gruppo in cui si elevano quella del regista di Hong Kong Wong Kar-Wai (My Bluberry Nights) alla sua prima esperienza occidentale con Jude Law e Nora Jones (altro esordio) e quella di David Cronemberg per presenterà il suo attesissimo film Eastern promisis.
Ma veniamo alle retrospettive. Quella dedicata a John Cassavetes è curata da Jim Healy ed Emanuela Martini e per l'occasione sarà presente Saymour Cassel, attore di diversi film del defunto autore oltre che suo intimo amico. Cassavetes oltre ad essere un grandissimo regista ha anche una fondamentale importanza storica perché ha esordito alla fine degli anni cinquanta in un momento in cui l'industria cinematografica americana era in profonda crisi caratterizzandosi così come il più grande autore indipendente americano di quel periodo ed anticipando così la Nuova Hollywood.
L'altra retrospettiva è dedicata a Wim Wenders ed è curata da Stefano Francia di Celle, e per l'occasione saranno presenti a Torino il regista e la moglie Donata i quali presenteranno anche la mostra fotografica intitolata Wim e Donata Wenders Still Images of Moving Pictures che si terrà alla Fondazione Merz.
Wim Wenders è l'autore più rappresentativo (al pari di Werner Herzog e Rainer Werner Fassbinder) della rinascita del nuovo cinema tedesco, l'unico capace di coniugare l'etica hollywoodiana con l'esigenze artistiche autoriali. La sua carriera è stata un continuo viaggio, spesso meta cinematografico, in cui "nel corso del tempo" ha saputo mostrare le differenze e in punti di convergenza tra le culture, in particolare quella americana e quella europea, un autore "appassionato" come pochi, disposto ad accettare catastrofi commerciali pur di esprimere le sue emozioni impressionandole sulla pellicola. Nella retrospettiva è assolutamente da non perdere la proiezione di Fino alla fine del mondo in versione integrale, mai proiettata in una sala cinematografica italiana, la quale, a differenza delle versione "cinematografica" che era un vero e proprio aborto, è un opera monumentale, la quintessenza del road movie, un capolavoro assoluto. Dimostrazione banale quanto efficace dell'assurda rivoluzione operata dalla produzione è la durata delle due pellicole: la versione mutilata e per questo stravolta dura due ore e mezza mentre la versione integrale, fortemente voluta dall'autore e uscita in Italia solo in dvd due ben quattro ore e quaranta minuti. La prima proiezione si terrà sabato 24 nella sala 1 del cinema Massimo e sarà presenta proprio da Wim Wenders.
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