The Others Magazine  
 
 
Notizie Flash
Guarda il video del seminario di regia con Stefano Incerti organizzato da Pigrecoemme ad Aprile.
 

Sotto la sabbia

Stampa E-mail
Scritto da Attilio Palmieri   
Tuesday 30 October 2007

(Francia 2000) di François Ozon con Charlotte Rampling e Bruno Cremer.

 

L'autore talentuoso quanto eclettico che conosciamo ora, tra la fine del secolo passato e l'inizio di quello in corso si segnala come l'enfant prodige del cinema francese, colui che avrebbe portato nuova linfa in una cinematografia a cui la linfa non è mai mancata. Cresciuto con un'idea di cinema in cui il lato artistico prevarica di gran lunga quello commerciale, François  Ozon si fa conoscere dal grande pubblico europeo per via del suo adattamento di un lavoro teatrale di Reiner Werner Fassbinder, Gocce d'acqua su pietre roventi. Ma è con Sotto la sabbia che si eleva prepotentemente al rango di autore, grazie anche al notevolissimo contributo di una Charlotte Rampling che invecchia meglio del vino.

Marie (Rampling) e Jean (Cremer) costituiscono una coppia sposata in fase di logoramento, dove la routine prevale sulla creatività, la convenienza sull'amore, e quest'ultimo, pur essendoci, è celato dall'assuefazione per l'altro.
Un giorno in spiaggia Jean si allontana per andare a fare un bagno, Marie lo guarda in modo quasi "canonico" e annuisce con il volto, da quel momento non lo rivedrà mai più. O forse si.
Che fine ha fatto Jean? È morto? Si è suicidato? L'hanno rapito? È scappato? Queste domande, però, sembrano non essere il cardine del film, non sono le loro risposte ad interessare Ozon, bensì lo è il comportamento di Marie in seguito alla scomparsa del marito, le sue reazioni, i suoi rimpianti, la sua dura, lunga, dolorosa, ed a tratti impossibile elaborazione del lutto. Nel seguire incessantemente ogni atto di Marie, la mdp di Ozon offre uno spaccato sociale di interesse assoluto, una fitta analisi della società borghese, delle sue azioni e reazioni che si riscontrano inevitabilmente anche in Marie.
Il regista va nella direzione diametralmente opposta a tutta quella generazione, quella cultura, quella corrente cinematografica che con a capo Tarantino ha rivoluzionato il cinema accelerandolo, torturandolo, aggredendolo e riempiendolo di immagini, informazioni e spazzatura di ogni genere; Ozon, al contrario, procede per sottrazione, mette in scena un'opera minimalista in cui la protagonista sembra fluttuare nel vuoto in preda alla sua terrificante solitudine.

Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
 
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.22 Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >

Articoli Correlati

 

 

 

Menu
Home
Eventi
Pigrecoemme News (blog)
Scuola di Cinema
Forum
News Feeds
Links
Cerca nel Sito
Contattaci
Laboratorio Critico
Cos'è? il Laboratorio Critico
Film In Sala
20th Century Box
Approfondimenti
I Più Letti
Ultimi Commenti
Pigrecoemme

Scuola di Cinema a Napoli

Sondaggi
Conosci Pigrecoemme?
 
Un Consiglio



Incrementa le visite



Accesso Redattori





Password dimenticata?
Other Good Stuff
Syndicate