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Scritto da Antonia La Torre
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Wednesday 12 March 2008 |
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di Woody Allen, 1973 con Woody Allen, John Beck, Diane Keaton.
Immaginiamo Woody Allen, (o meglio il suo ennesimo alter-ego Miles Monroe) con la sua verve disincantata, pungente e mai banale, con la sua spudorata visione della realtà, improvvisamente trapiantato, dopo un’ibernazione di 200 anni, nel 2173.
Pensiamolo solo e senza memoria, disorientato e sorpreso, in mondo radicalmente trasformato da un progresso totalizzante, dove la tecnologia governa anche pensieri e sensazioni, dove non c’è più spazio per i sentimenti e gli orgasmi avvengono grazie ad una sofisticata macchina (l’orgasmatic). Aggiungiamo gag umoristiche degne di un circo, rocambolesche avventure, incontri sorprendenti con un’umanità irriconoscibile, che sperimenta la clonazione e pratica il controllo della mente. Ecco The Sleeper, esilarante ed esplosiva satira della società e delle sue dinamiche e contraddizioni, tutta giocata su una tecnica cara ai meccanismi dell’ironia: lo straniamento. Il protagonista si ritrova in un mondo che non conosce e che non lo riconosce e questo gli permette di giudicarlo e analizzarlo con il suo atteggiamento impacciato e inverosimile, sempre a metà strada tra cinismo e comicità. Dietro a una gestualità e una mimica da film muto, si cela, quindi, una profonda critica, sempre edulcorata dal sorriso, ai risultati di una modernità incontrollata e deteriore....Un Chaplin alle prese con il futuro, verrebbe da dire. O meglio un Allen che fa i conti i suoi improbabili, esagerati e caricati Modern Times.
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