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Non è un paese per vecchi

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Scritto da Vito Monopoli   
Monday 03 March 2008

C’è una volta il west. Una notizia buona e una cattiva (per i cinefili): il western non è morto ma solo un po’ impallidito come testimonia il look da Geronimo bianco del neo-oscar Javier Bardem e con lui tutta una serie di elementi di genere opportunamente riadattati ai giorni nostri.

I suv hanno sostituito i cavalli e anche il finale cambia faccia, il tutto immerso in una sceneggiatura “diegetica” che rivendica il suo ruolo di elemento profilmico come scenografia, attori e luci, e scalcia per farsi notare a tutti i costi, il lavoro di scrittura non si ferma mai neanche davanti alla macchina da presa, e quando Josh Brolin chiede ad un sopravvissuto al massacro a cui non ha assistito, di dirgli dov'è quello che è riuscito a scappare che ci dev’essere per forza è tutto chiaro: qualcosa del western è sopravvissuto per forza e anche se ci siamo persi lo spettacolo i fratelli Coen ci hanno fatto vedere il suo nuovo volto bello e brutto.

Commenti
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Rosario Gallone  - recensione 2   |2008-06-17 14:46:06
I vecchi del titolo sono i portatori di valori antichi (l'onore, il rispetto, la
dignità personale). E questo non è più un paese per loro. In questo mondo/paese
ad aver la meglio non sono né loro né quelli, come Llewelyn Moss, in bilico tra
bene e male. E' Chigurh, il villain senza causa, ad uscire quasi illeso da un
incidente e ad allontanarsi indisturbato.
Spesso nichilisti con distacco, in No
Country for Old Men i Coen Bros. (da The Ladykillers in poi coregisti anche
ufficialmente), ispirandosi con grande devozione all'omonimo romanzo di Cormac
McCarthy, paiono lasciar poco spazio all'ironia (riversata nel personaggio di
Carson Wells, interpretato da Woody Harrelson) e realizzano il loro miglior film
da un po' di tempo a questa parte (terzo in un'ipotetica playlist di chi scrive,
dopo Crocevia della morte e Il grande Lebowski), giustamente (e non accade
spesso) premiato con 4 Oscar. Quasi del tutto privo di colonna sonora, la
pellicola vanta momenti di grande cinema (quasi tutte le scene nei motel) ed un
epilogo di grande intensità affidato ad un monologo (fedelissimo all'originale
letterario) recitato dal qui immenso Tommy Lee Jones.
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