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(Usa 2006) di Michael Mann con Colin Farrell, Jamie Foxx e Gong Li
A due anni di distanza dall’uscita di Collateral, Michael Mann ritorna a dirigere un film. Questa volta, però, fa le cose in grande e riprende quello che di bello c’era nell’opera precedente, ossia Jamie Foxx, la fotografia e le straordinarie riprese notturne, il tutto in occasione della riproduzione cinematografica della serie di culto degli anni ’80, la sua serie.
Già, perché Michael Mann negli anni ’80 è stato produttore esecutivo della serie tv, ma anche sceneggiatore e regista di alcuni episodi. Questa volta ci mette tutto l’impegno possibile girando con una tecnica unica: il digitale in alta definizione. Impossibile non innamorarsi di questo film se lo si vede in uno schermo grande, un opera in cui si sente il sostanziale contributo di Dion Beebe, già direttore della fotografia in Collateral, che riesce a creare delle luci mozzafiato, dei campi lunghissimi stupendi con il golfo della Florida come protagonista ricorrente, ma il meglio di sé lo dà nella scene notturne, in particolare quelle nei night club e quelle con alle spalle la vivente Miami, un vero orgasmo per lo spettatore.
Quanto agli attori, non si poteva chiedere di più. Colin Farrell veste come meglio non si poteva i panni di Sonny Crockett assumendo quelle movenze da Casanova che caratterizzavano il personaggio della serie. Jamie Foxx si conferma ad alti livelli, soprattutto sotto la precisa direzione di Mann che già l’aveva fatto recitare in modo mirabile in Collateral.
Ma la sorpresa viene quando non te l’aspetti: la migliore interpretazione la offre l’attrice cinese Gong Li. Tuttavia questa performance può apparire come una sorpresa per i non addetti ai lavori. Chi mastica un po’ di cinema sa che Gong Li è un’attrice di spessore che, scoperta dal maestro cinese Zhang Yimou (che l’ha fatta esordire in Sorgo rosso), è stata capace di offrire interpretazioni magnifiche tra le quali spicca quella di La storia di Qui Ju, diretta anche questa volta da Zhang Yimou, per la quale è stata premiata con la Coppa Volpi a Venezia (quando valeva ancora qualcosa vista la premiazione di Ben Affleck quest’anno). Tornando al film, l’attrice cinese riesce a trasmettere allo spettatore grandi suggestioni: dalla paura alla passione, dalla felicità alla sofferenza.
Mann si conferma uno tra i migliori registi in circolazione e direi l’unico in grado di girare un film d’azione con enorme autorialità. Anche stavolta il cineasta va oltre le aspettative facendo qualcosa di più che un semplice remake cinematografico, trasformando la serie in qualcosa di ben più serio, depurandola da quell’immaginario anni ’80 e mettendo in scena sequenze da cineteca come il salvataggio di Trudi in cui si assiste ad un sintagma alternato da storia del cinema.
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