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(Italia, 2007) di Marinella Senatore
L'impossibile tassonomia dei ricordi in un video-manuale autobiografico frammentario. Il sentimento del'etnologo che non puo catalogare la gioia dell'incontro con la propia madre proprio come la figura di Wilson Bentley, ostinato autodidatta del Vermont che sognava di classificare la morfologia di tutti i fiocchi di neve, un personaggio eccentrico al quale la regista aveva dedicato il "Kammermusical" All the things I Need proposto alla Galleria Civica di Trento...
Manuale per viaggiatori è un diario di bordo frammentario. Il racconto incrocia e dissolve le storie malinconiche di sagome abbandonati a se stessi in alcuni luoghi imprecisati del novecento. L'unico riferimento cronologico presente nel mediometraggio resta la misteriosa data del 21 giugno 1977 che forse rimanda all'anno di nascita della Senatore. Uno dei dei numerosi rimandi autobiografici disseminati nel racconto come alcuni brandelli testuali diffusi in voice-over. Un stringa di segni personali che rinviano alla sfera privata della videoartista campana (ri)costruita attraverso un montaggio di frammenti esistenziali.
La rievocazione della figura paterna attraverso frammenti visivi e sonori è amalgamata nella descrizione dei misteriosi personaggi che compongono il racconto: una cameriera e un acrobata strutti dalla solitudine, un cuoco innamorato di una cantante russa, un anziano bagnino "alla deriva". Figura intimistiche abbandonate in ambienti interni vuoti, costruiti e ripresi esclusivamente da maestranze dilettanti (scenografi, fonici, costrumisti, truccatori) scelti dalla produzione insieme agli oltre trecento attori durante un casting aperto a tutti i cittadini.
Spazi vuoti sospesi tra sogno e memoria che sembrano il punto di approdo naturale degli studi fotografici sugli interni notte esposti più di cinque anni fa in una personale napoletana alla T293. Ambienti e corpi isolati inquadrati con le sorgenti luninose in campo come in un dipinto di George de La Tour. In coda una meritata parentesi en plein air filmata in campo lungo a Piazza del Plebiscito con una fotografia sgranata: il corpo collettivo del cast si riappropria di uno spazio pubblico al ritmo di una ginnastica a corpo libero. Una sequenza inebriante che mostra finalmente nel video l'idea di una messa in scena collettiva in una spazio (condi)visibile oltre lo schermo.
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