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Scritto da Rosario Gallone
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Tuesday 02 October 2007 |
(Italia 2007) di Andrea Molaioli
con Toni Servillo, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino
Se un film
medio come La ragazza del lago
viene salutato come capolavoro, allora il cinema italiano è
davvero alla frutta.
E
quando dico medio non intendo mediocre, ma di quella medietà,
professionalmente ineccepibile, dell' Ettore Scola de
Il commissario Pepe
o del
Luigi
Comencini de
La donna della domenica. Due
titoli che in comune con l'esordio di Andrea Molaioli
hanno la figura del protagonista: un commissario sornione e disilluso
cui Toni Servillo
aggiunge rispetto a Ugo Tognazzi
(nel primo) ed a Marcello Mastroianni (nel secondo) un
accento di silenziosa sofferenza. L'umana sofferenza, il tratto
condiviso da ogni singolo personaggio di questa storia che Sandro
Petraglia ha scritto (un solo
appunto: qualche prudenza di troppo dovuta alla frequentazione della
fiction televisiva come nel caso della pleonastica scena, successiva
a quella della visita di Sanzio
alla moglie ricoverata in clinica, in cui lo sceneggiatore sente
l'esigenza dello spiegone allo spettatore in sala, sebbene questo sia
meno distratto di quello catodico) adattando (bene) allo scenario
friulano il romanzo di partenza (Lo
sguardo dello sconosciuto) dello
scandinavo Karin Fossum.
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