(Belgio/Lussemburgo/Gb/Germania/Francia 2007) di Sam Garbarski con Marianne Faithfull,
Miki Manojlovic
Tutto il mondo è paese. A raccontarlo ora, non ci si crede che il
copione del tedesco, naturalizzato belga, Garbarski, trionfatore morale dell'ultimo
Festival di Berlino, non abbia trovato
finanziatori in Francia, nonostante avesse già accettato il ruolo del pappone Miki, il kusturichiano Manojlovic.
C'è voluto il caso (la sceneggiatura finita nelle mani della produttrice
inglese Christine Alderson) e la
lungimiranza di Marianne Faithfull,
cui lo script era stato dato in lettura, perché il film si facesse. La sua
genesi così cosmopolita ha un ruolo decisivo nel distinguere Irina Palm dal filone "donne inglesi di
una certa età alle prese con attività non proprio comuni" di cui fanno parte L'erba di Grace, Calendar Girl, Bara con vista: altra sensibilità, altro humour. La
protagonista, d'altronde, ha un approccio al personaggio diverso dalle signore
dello schermo (grande e piccolo) di Sua Maestà: Brenda
Blethyn e Helen Mirren, tanto
per citarne due. Ne vien fuori un ritratto dolente sì, ma commosso e
commovente, romantico e nello stesso tempo caustico, di una donna, di un paese,
di una provincia ipocritamente bigotta. Più Mike Leigh e Ken Loach che Nigel Cole, Richard Curtis
e Working Title style.
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