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Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

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Scritto da Attilio Palmieri   
Friday 23 May 2008

(USA 2008) di Steven Spielberg con Harrison Ford, Cate Blanchett, Karen Allen e Shia LeBoeuf.



Molti si sono chiesti come sia venuto in mente a Spielberg e Lucas di girare un altro Indiana dopo la perfezione, non solo nel numero, dei tre episodi degli anni ottanta. Spielberg racconta che nel 1994 alla cerimonia degli Oscar durante la premiazione per Schindler's List Harrison Ford gli disse nell'orecchio che voleva interpretare di nuovo quel personaggio che tanto aveva amato. Il regista gli rispose di parlarne con Lucas, il quale dopo pochi giorni lo chiama e gli dice "senti Harrison è determinato, lo facciamo?". Così parte l'ultimo grande evento, che per il quale il regista ha dichiarato di essere stato il più possibile fedele al clima degli anni ottanta, con quelle atmosfere e quei toni; ha fatto bene, e ci è riuscito.

Sono passati quasi venti anni anche per Indy (Harrison Ford) dall'ultima volta, ora siamo in piena Guerra Fredda, il nucleare è l'oggetto da rincorrere, lo spazio ed i segreti che nasconde il grande tabù. Il professor Jones si imbatterà in mille avventure aiutato dal giovane Matt Williams (Shia LeBoeuf) e dalla vecchia gloria Marion Ravenwood (Karen Allen), sarà alle prese con i comunisti sovietici - non molto dissimili dai nazi del passato - popolazioni precolombiane, e soprattutto con la leggenda del teschio di cristallo ed i suoi misteriosi poteri nascosti.
Indiana Jones si conferma nuovamente un personaggio estraneo ad ogni tipo di groviglio politico, un fumetto che ha raggiunto il mito, qualcosa che la politica se la mangia in un sol boccone a forza di sberleffi e sfottò, come ha dimostrato nei precedenti episodi, e come fa qui quando al cospetto della perfida Irina Spalko (Cate Blanchett) che gli chiede l'ultimo desiderio prima di giustiziarlo gli risponde "vota Eisenhower". Ma poi rispedisce al mittente ogni sospetto di identità politica quando si accorge sconcertato che il fedele compagno di tante avventure lo ha tradito perché i russi lo hanno pagato meglio e gli dice "è il capitalismo Indy".
La grande novità di questo film è Shia LeBoeuf - pupillo di Spielberg che lo sta facendo recitare in molte produzioni Dreamworks - che entra in scena vestita da Marlon Brando ne Il selvaggio, in una scena che mette i brividi. Il loro rapporto è molto particolare perché il giovane ragazzo pur non sapendo di essere il figlio di Indiana si comporta da tale - con tanto di scontro edipico - salvandolo con un'entrata improvvisa cavalcando le liane e diventando così un alter ego un po' cresciutello dell'indimenticabile Shorty.

Anche in questo episodio, forse soprattutto in questo, i meriti di George Lucas sono tanti. È lui la vera mente di tutta la saga, è lui il genio che riesce a creare i miti, che riesce ad intercettare i gusti del grande pubblico pur rimanendo su alti livelli qualitativi. Anche in questo caso la sua scrittura si vede e si sente, tutte le ambientazioni sono di sua matrice, soprattutto quei paesaggi verdi, quegli inseguimenti tra rocce e piante, la giungla piena di scimmie e la passione per le diversità degli esseri viventi sono tutte cose appartenenti al suo immaginario. Ma poi, il resto è tutto il mondo di Spielberg che in questo film si diverte più che mai, realizzando un vero e proprio personale parco delle meraviglie. Già dall'inizio desertico il campo si allarga e si vede la stessa bandiera americana di Salvate il soldato Ryan; la voglia immensa di sognare e rimanere bambini che si traduce nella credenza e passione per gli extraterrestri con citazioni di E. T. ed Incontri ravvicinati del terzo tipo. Poi ci sono tutti i rimandi ai vecchi episodi: si comincia con un angar uguale a quello dove viene portata l'arca dell'alleanza, poi la lettura dell'iscrizione sul pavimento identica a quella del numero dieci nell'Ultima crociata, una scena in cui alieni simili a quelli di A. I. hanno la rabbia e la potenza distruttiva delle folgori dell'arca perduta e tante altre ancora che rendono quest'opera una girandola di emozioni per i fan accaniti. Un film decisamente riuscito, soprattutto in proporzione alle perplessità che c'era su Harrison Ford, che stupisce tutti con una grande interpretazione.
Commenti
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eddy     |2008-05-26 12:37:07
L'Indiana Jones 2008 è un film di plastica, divertente solo a sprazzi, ma goffo,
improbabile, e con una storia di m****.
Ford e Blanchett fanno sempre un
figurone, ma il film è davvero deludente
giuseppe  - Indiana Jones 2009   |2008-06-11 20:47:56
, Ciao guarda che io l'ho visto appena ieri indiana jones e non vero che
come lo descrivi tu .
Anzi e molto coinvolgente e ce anche un'ironia di comicità
, bellissima la colonna sonora e bravi tutti gli attori ... Hanno scelto
proprio un bellissimo cast ...
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