The Others Magazine  
 
 
Notizie Flash
Sono aperte le iscrizioni ai corsi di regia, di montaggio e di sceneggiatura di Pigrecoemme.
 

The Others: Cinema, Arte ed Altri Fantasmi
Chéri
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Monday 21 December 2009

manifesto

 

(Gb/Germania 2009) di Stephen Frears con Michelle Pfeiffer, Kathy Bates, Rupert Friend, Felicity Jones

Repetita Iuvant? Mica sempre. Stephen Frears e la Pfeiffer di nuovo alle prese con liaisons (ma degli inizi del secolo scorso e le cui fonti di ispirazione sono romanzi a puntate di Colette), mostrano i segni del tempo, fisici e no. Di dangereuses, qui, ci sono solo le reazioni di un pubblico annoiato dal calligrafismo ivoriano cui Frears sembra ispirarsi svogliatamente. Certo, c'è un'impennata finale che svela quanto celato dietro tutti quei lustrini (e l'ultima inquadratura con una Pfeiffer, sguardo nella m.d.p./specchio, che prende atto della propria vecchiaia come faceva la Close ne Le relazioni pericolose - in cui, ricordiamolo, Michelle interpretava la giovane ingenua - è un rimando fin troppo esplicito) con in più il supporto di un narratore in voice over necessario e per nulla pleonastico (come solo, forse, ne L'orgoglio degli Amberson e Jules & Jim) il quale ci informa in anticipo dell'epilogo tragico. Ma un'impennata non fa un capolavoro. E neanche un film di cui ci si ricordi.

 
(500) giorni insieme
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Wednesday 09 December 2009

 

(Usa 2009)di Mark Webb con Joseph Gordon-Levitt, Zoeey Deschanel, Clark Gregg

Chi vive una relazione di coppia nella vita reale lo sa. Si può passare dalla felicità alla disperazione nello spazio di un raccordo. Questa l'intuizione, semplice quanto geniale, dei due sceneggiatori Michael H.Weber e Scott Neustadter (all'attivo, e sempre in coppia, solo un fiacco La pantera rosa 2). Esempio: Tom entra in un ascensore, all'ultimo cielo perchè ha trascorso, per la prima volta, la notte con Sole (in originale Summer, ed il titolo originale (500) Days of Summer è più azzeccato, vista l'allusione, confermata dall'epilogo, alle "stagioni dell'amore") e ne esce, un istante dopo, affranto perché separatosi da lei. Questo perché, nel frattempo, come ci indica il contatore, son passate settimane, mesi da quel momento. L'esordio alla regia di Marc Webb è una piacevole sorpresa indie (piacevole perché, ormai, anche l'indie sembra sclerotizzato in tic e convenzioni made in Sundance) che, forse, pecca solo di snobismo e di autostima (guarda un po' che film intelligente sono!), ma, in un'epoca in cui nel Belpaese la commedia romantica è solo "mocciana", rappresenta un felice esempio, neanche tanto favolistico (come esplicita il segno grafico nel titolo, i 500 giorni sono una parentesi), di new sophisticated comedy.

 
Gli abbracci spezzati
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Monday 07 December 2009

manifesto originale

 

(Spagna 2009) di Pedro Almodóvar con Penelope Cruz, Lluìs Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez

Per Almodóvar può valere il discorso che da un po' si fa su Woody Allen: empasse creativo risolto da un sostanziale ricorso al repertorio. Che, nel caso del regista spagnolo, consta sostanzialmente di mise en abîme metacinematografica (un regista che, diventato non vedente, si adatta a fare lo sceneggiatore, anche su commissione - ed Almodóvar ha davvero avuto un problema agli occhi che lo ha, di fatto, reso cieco per diverso tempo - per non parlare del film nel film, Chicas y maletas, un'epitome di Donne sull'orlo di una crisi di nervi) e mélo. Certo rispetto al newyorchese, il buon Pedro, quanto meno, pare meno sciatto e pigro nella messa in scena e nella regia e, a dirla tutta, la prima parte, pur senza impennate, è godibile. Purtroppo, proprio quando sembrerebbe esserci la svolta (la splendida scena in cui Lena/Cruz doppia se stessa dal vivo in uno dei video che l'amante ricco guarda ogni sera - come dei "giornalieri" - per spiarla) e ci si aspetterebbe una piega fassbinderiana (sul modello di Martha, per intenderci) la pellicola si appiattisce, appesantita, per di più, da agnizioni convenzionali quanto gratuite.

 
Jennifer's Body
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Saturday 28 November 2009

manifesto

(Usa 2009) di Karyn Kusama con Megan Fox, Amanda Seyfried, Adam Brody, Johnny Simmons

L'indie è una condizione spirituale piuttosto che una patina stilistica con cui ricoprire il proprio film d'esordio. Ecco perché Karyn Kusama che, fattasi conoscere con l'ottimo Girlfight (solita trafila Sundance), ha poi ripiegato su robetta mainstream tipo Aeon Flux e questo Jennifer's Body, non è un' indie.

La trasgressione è un modus vivendi piuttosto che una veste da indossare per uscire dall'anonimato. Ecco perché Diablo Cody (al secolo Brook Busey-Hunt) che, dopo la sua biografia (Candy Girl - Memorie di una ragazzaccia perbene) ed il fortunato esordio con la sceneggiatura di Juno (inopinatamente e frettolosamente premiata con l'Oscar) e nonostante la creazione della pregevole serie United States of Tara avesse fatto sperare bene, mostra tutta la sua vulnerabilità d'autrice (e la sua, in fondo, ambizione conformista) con questo teen horror virato in chiave pseudofemminista (la gratuita scena saffica o l'assenza dei padri dei tre protagonisti, Jennifer, Chip e Needy), ecco perché, dicevamo, Diablo Cody non trasgredisce. Un ricorso più frequente al turpiloquio non può passare per provocatorio. Parker & Stone si spingono molto oltre in appena cinque minuti di un episodio qualsiasi di South Park.

 

 
Anno uno
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Saturday 28 November 2009

manifesto 

(Usa 2009) di Harold Ramis con Jack Black, Michael Cera, Oliver Platt, Hank Azaria 

Cosa avrebbe potuto essere Anno uno e non è? Avrebbe potuto essere l'occasione colta in parte da Mel Brooks con La pazza storia del mondo, ma non lo è. Avrebbe potuto essere il ritorno alla grande di Harold Ramis alla regia, ma non lo è. Anno uno è un filmetto che spreca il talento di Jack Black ed una mezz'ora iniziale divertente (l'assassinio di Abele da parte di Caino, la fuga con il lentissimo carro guidato da buoi) per arenarsi in una seconda parte ambientata a Sodoma con personaggi e situazioni più vicine a Cicero (Nando) che ai Monty Python.

 
2012
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Saturday 28 November 2009

manifesto

(Usa 2009) di Roland Emmerich con John Cusack, Woody Harrelson, Amanda Peet, Danny Glover, Oliver Platt, Chiwetel Ejofor, Thandie Newton 

Emmerich ha la mano pesante e questo si sa. Non è certo un regista da cui aspettarsi raffinatezze psicologiche. Qui parte dalla leggenda (lo sarà?) che vuole la fine del mondo fissata dal calendario Maya nel 2012 e quasi torna ai suo esordi (a quel Das Arche Noah Prinzip - 1997 Il principio dell'Arca di Noè, girato in Germania nel 1983), immaginando la salvezza, a bordo di "neoarche", per pochi "eletti" (e qui, inopinatamente, un affondo politico: la sopravvivenza venduta dal potere politico a pochi multimiliardari) oltre che per un pugno di valenti cittadini qualunque, ma protagonisti del film. 2012 è il solito blockbuster ipertrofico cui ci ha abituati il "crucco" responsabile di Indipendence Day e neanche il sottotesto ambientalista con annessi contrappassi agli Occidentali inquinatori costituisce una novità (in L'alba del giorno dopo gli Americani erano costretti ad emigrare in Messico, qui l'approdo sicuro, in uno scenario devastato, è l'Africa). La sorpresa, semmai, è la leggerezza mostrata dal buon Roland in un paio di sequenze: l'apparizione di giraffe ed elefanti fluttuanti nei cieli (trasportati da elicotteri verso i mezzi di fuga) ed il tempio buddista travolto da un violento tsunami.

 
Nemico pubblico
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Friday 13 November 2009

manifesto originale

 

(Usa 2009) di Michael Mann con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, STephen Dorff, Billy Cudrup, Giovanni Ribisi

Con un titolo siffatto, ci si sarebbe aspettati un classico gangster movie. Nel senso di aderente ad una concezione classica del cinema (che Mann prima di Collateral, o forse di Alì, non disdegnava affatto). Nemico pubblico, del resto, per ricostruzione scenografica e d'ambiente (cappotti ed abiti, auto d'epoca, mitragliette Thompson fabbricate come 80 anni fa) è "classico". 

Leggi tutto...
 
Basta che funzioni
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Friday 13 November 2009

 

(Usa 2009) di Woody Allen con Larry David, Evan Rachel Wood, Michael McKean, Ed Begley Jr., Patricia Clarkson

(leggete immaginando che le parole siano pronunciate dalla voce del compianto Oreste Lionello)

Beh dovevo fa...farlo, eh sì ero st..anco di girovaga...re per l'Europa. Il mio posto è qui, a New York, solo a New York le bigott..e si liberano sessu...sessualmente e...e...e i moralisti co...co...nservatori si scoprono g...gay e le lol...ite che irr...etiscono vecc...hi come me poi finiscono con lo st...are coi loro coetanei. Io a...a...a New York, in...vece, sono semp...re lo stess...o. Parlo (lo so, è Larry D...avid a farlo, ma è chiaro che dietro ci s...ono io) col pubblico guard...ando in macc...macchina (infatti a...a...sorpr...endersi non sono più gli sp...ettatori, ma i personaggi del film...m), rom...po le palle a tut...ti su t...utto, faccio batt...ute colte (quella di Eisenberg e il ses...so è diver...tente, nnnon trovat...e?) e mmmi piacc...iono le ragazz...e giovani, ma neanche questa è più una nov...ità. An...zi di nov...ità, mmmanco a parl...arne, ma che imp...orta? Bast...a che funzioni. Ma fun...ziona?

 
Orphan
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Tuesday 03 November 2009

manifesto

(Usa 2009) di Jaume Collet-Serra con Vera Farmiga, Peter Sarsgaard, Isabelle Fuhrman, CCH Pounder

Orfani di un horror "buono" (come soleva dire un tale che mi chiedeva consigli su pellicole di genere da non perdere) ne siamo alla continua ricerca e ci siamo apprestati alla visione di Orphan convinti da vari recensori che la scarsa originalità della trama sarebbe stata compensata dal colpo di scena finale. Che non solo è quanto di più implausibile si possa pensare finanche come scioglimento per una genuina pellicola di argomento fantastico (figurarsi per un thriller), ma decisamente più che un twist è un valzer (un, due, tre, un due tre, sempre uguale a se stesso) prevedibile appena Esther entra in casa Coleman.
Atteso che prima di questa sorpresona (?) ti sei sciroppato un po' di plagi da Il presagio e un po' da L'innocenza del diavolo (che, comunque, dà molti punti a 'sto filmetto), c'è da chiedersi quanti film abbiano visto i recensori di cui sopra per essere sorpresi dall'unhappy end.

 
Brüno
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Tuesday 27 October 2009

manifesto

Elenco dei partecipanti al corso di regia

(Usa 2009) di Larry Charles con Sacha Baron Cohen, Gustaf Hammarsten

Il mockumentary ormai non sorprende più di tanto e nel giudicare un film del genere non si sa a quali categorie estetiche aggrapparsi. Perché se è vero che Brüno (forse più di Borat) disturba in quanto va a svelare l'ipocrisia del progressismo democrat americano (Paula Abdul che parla dell'importanza di essere solidali con i meno fortunati mentre è seduta su un immigrato messicano) e, ancor più, di chi della discriminazione è stato ed è vittima da anni (il talk-show al quale il protagonista partecipa come padre single e durante il quale, una volta rivelata la sua omosessualità, viene attaccato da un pubblico composto sopratutto da afroamericani), è altrettanto difficile distinguere tra questo film ed un montaggio di puntate di Scherzi a parte o Il grande bluff di Luca Barbareschi (Brüno che getta scompiglio sul set di Medium). Alla fine, qualunque cosa si pensi della pellicola, la domanda è: il cinema dov'è?

 
Funny People
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Tuesday 20 October 2009

manifesto

(Usa 2009) di Judd Apatow con Adam Sandler, Seth Rogen,  Eric Bana, Leslie Mann, Jason Schwartzman, Jonah Hill

Adam Sandler e Judd Apatow erano coinquilini. Facevano scherzi telefonici. Ed un giorno Apatow decise di riprenderli. Uno di quegli home movies è proprio il prologo del terzo film diretto dal regista di 40 anni vergine. Il che la dice lunga sull'autobiografismo di Funny People (e ci sono anche moglie e figlie del regista). L'irruzione del personale nel mondo finora splendidamente sopra le righe di questi due grandi amici e comedians, però, raffredda tutto, nonostante l'incipit spiazzante per un'opera che reca pur sempre l'aggettivo funny (divertente) nel titolo: al protagonista viene diagnosticata una rara forma di leucemia, difficilmente curabile. Una pellicola decisamente lunga che, alla "lunga", perde il confronto con altri lavori sugli stand-up comedians (si contano sulle dita di una mano - lo stand-up, in fondo, mal si coniuga col kunema- ovvero gli ottimi biopic Lenny di Bob Fosse e Man on the Moon di Milos Forman, ma anche L'ultima battuta di David Seltzer). Tutti (regista, attori e sceneggiatori) sentono evidentemente troppo la materia per lasciarsi andare come normalmente fanno e, così, per circa due ore e mezza, lo spettatore non ride né piange. Un'occasione sprecata perché poteva essere un Eva contro Eva al maschile, cinicamente sboccato, e perché Sandler raramente è così efficace mentre Eric Bana svela il suo talento brillante per la prima volta sul grande schermo (ma precedentemente al suo esordio cinematografico con Chopper di Andrew Dominik, in Australia era un comico di successo col suo show Full Frontal).

 
Si può fare
Laboratorio Critico - 20th Century Box
Scritto da Rosario Gallone   
Friday 09 October 2009

manifesto

(Italia 2008) di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston

L'inadeguatezza è il filo rosso che lega tra loro i lavori di Giulio Manfredonia. Da quella di tre individui scontenti della propria esistenza che magicamente cominciano a vivere l'uno la vita dell'altro (nel suo esordio dietro la m.d.p., Se fossi in te) a quella del protagonista di E' già ieri, costretto a vivere di continuo lo stesso giorno (come accadeva a Bill Murray in Ricomincio da capo di cui E' già ieri è il remake italiano) passando per l'inadeguatezza occidentale ad affrontare i problemi del continente africano raccontata nel documentario Sono stato negro pure io.

Leggi tutto...
 
Bastardi senza gloria
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Sunday 04 October 2009

manifesto 

(Usa 2009) di Quentin Tarantino con Brad Pitt, Eli Roth, Mélanie Laurent,  Diane Kruger, Christoph Waltz

"Questo potrebbe essere il mio capolavoro": è la battuta finale del film, pronunciata da Brad Pitt/Aldo Raine direttamente in macchina. E, magari, anche un'affermazione di Tarantino stesso, poco modesta probabilmente, ma difficile da confutare. Perché forse questo è veramente il capolavoro di Quentin. Di certo quello per il quale non deve dividere meriti con altri (leggi Roger Avary per Pulp Fiction). Ci son voluti dieci anni per farlo e nel frattempo il regista di Knoxville ha ingannato l'attesa con Kill Bill e Death Proof (ed in quanto passatempi riusciamo a farci una ragione di queste due delusioni). Inglourious Basterds (titolo che è una citazione come le tante disseminate tra un fotogramma ed un altro, perché non è affatto il remake di Quel maledetto treno blindato) è Tarantino D.O.C. (ipercitazionismo alto e basso -un personaggio, Hugo Stiglitz, col nome di un attore messicano di cinema bis; un cinema che proietta L'inferno bianco del Piz Palu di Franck e Pabst, con Leni Riefenstahl attrice, e le pellicole del sospetto collaborazionista Henri-Georges Clouzot; una gag, godibile solo in lingua originale, con Pitt e Eli Roth che si presentano come lo stuntman italiano Enzo Gorlomi, storpiatura di Enzo Girolami che è il vero nome di Enzo G. Castellari omaggiato nel titolo, ed il suo operatore Antonio Margheriti -, dialoghi esemplari e battute autoreferenziali - "noi siamo Francesi, rispettiamo i registi" allude all'amore che da sempre la Francia, Cannes in primis, ha per il regista di Le iene-), ma anche altro. Qui Quentin si spinge dove solo i grandi osano (di primo acchito ci viene in mente il Moro vivo nel finale di Buongiorno, notte di Marco Bellocchio): riscrive la Storia. Del resto il suo universo è il grande schermo e lì si può permettere tutto. E' quello il luogo in cui la vendetta è possibile.

 
Baarìa
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Monday 28 September 2009

(Ita 2009) di Giuseppe Tornatore con Francesco Scianna, Margareth Madé, Lina Sastri, Salvo Ficarra, Angela Molina, Nicole Grimaudo

Piaccia o non piaccia, il cinema di Tornatore è blockbuster fin dal concepimento. Che si parli di una vedova di guerra o di una misteriosa emigrata dall'est, che guardi al melò o al thriller di matrice hitchockiana, il regista di Nuovo Cinema Paradiso ha sguardo e piglio da cineasta hollywoodiano, ma di quelli classici alla Cecil B. De Mille, alla David Lean. Logico che questa sua "magnifica ossessione" trovi spazio e modo di manifestarsi nelle maglie di un affresco che è insieme personale e corale. In Baarìa è evidente da subito la ricerca continua della scena madre (se ne contano nei primi 20 minuti almeno 5 o 6 tanto che si fa a fatica a seguire gli intrecci tra i personaggi, i quali, infatti, si chiariscono a film abbondantemente cominciato) non sempre a vantaggio della storia, come, del resto, non lo sono l'ipertrofia dei movimenti di macchina, la ridondanza di certi stilemi (le ellissi temporali nello spazio di un raccordo campo/controcampo) e di certi personaggi (il venditore di dollari, interpretato da Beppe Fiorello, che ricorda il folle della "piazza è mia" impersonato da Nicola Di Pinto in Nuovo Cinema Paradiso) ed un plot che, dal punto di vista ideologico (l'inno al riformismo), si presenta decisamente vulnerabile agli attacchi di chi accusa Tornatore di cerchiobottismo. Poi, però, la passione per la materia raccontata (la propria terra ed il cinema) trasuda da ogni singolo fotogramma. Ed il film diventa un sogno meraviglioso dove le dimensioni temporali confluiscono l'una nell'altra sicché può capitare che il protagonista bambino passeggi nella Bagheria odierna e ritrovi l'orecchino perso dalla figlia (non ancora avuta) nel passato oppure che, scappando, incroci il figlio quasi suo coetaneo. Una scatola magica che ti permette di volare via con la fantasia, come succede, nell'incipit, al piccolo Pietro ed, alla fine, alla mosca liberata dalla prigionia di uno "strummolo".

 
Fortapàsc
Laboratorio Critico - 20th Century Box
Scritto da Rosario Gallone   
Friday 25 September 2009

(Italia 2009) di Marco Risi con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Ennio Fantastichini, Massimiliano Gallo, Gianfranco Gallo, Ernesto Mahieux

Marco Risi, pur avendo iniziato la sua carriera da regista seguendo le orme del padre Dino (con commedie: Vado a vivere da solo, Un ragazzo e una ragazza, Colpo di fulmine tutte con Jerry Calà), ha trovato una propria specificità nel cinema di impegno civile (grazie sopratutto al successo di Mery per sempre). E, nonostante negli anni abbia alternato pellicole engagèes a lavori più leggeri, è nelle prime che ha fornito le prove migliori. Come conferma Fortapàsc, che ricostruisce gli ultimi mesi di vita di Giancarlo Siani, giovane reporter (praticante) napoletano, ucciso dalla camorra nel 1985 a causa delle sue inchieste sugli intrecci politica-criminalità. Risi ha polso registico ed indubbio mestiere il che garantisce al film un certo piglio spettacolare con diversi momenti decisamente riusciti (la strage, il montaggio alternato tra un'animata seduta del consiglio comunale ed un vertice camorristico nella villa di Nuvoletta, lo schiaffo nel bar) i quali fanno passare in secondo piano scelte meno condivisibili (la redazione del Mattino di Torre Annunziata - un teatrino di macchiette a partire dal caporedattore Sasà passando per gli improbabili colleghi sedentari -, il personaggio completamente inventato dell'amico tossico, il pretore che, specie negli ultimi minuti, diventa una sorta di proiezione mentale che appare al protagonista manco fosse il Charles di John Nash di A Beautiful Mind). Ma a render inutile e gratuita qualsiasi critica ci pensa Libero De Rienzo. La sua interpretazione è perfetta, senza la benché minima sbavatura con una sorprendente adesione al personaggio e non alla persona, cosa che gli permette di non inseguire una superflua mimesi. Si guardi l'espressione del suo volto al momento della resa dei conti coi suoi assassini: non una parola, ma una rassegnazione mista a tristezza e sollievo stampata in faccia che stringe il cuore e commuove.

 
District 9
Laboratorio Critico - Film In Sala
Scritto da Rosario Gallone   
Monday 21 September 2009

pubblicità virale

(Usa/Nuova Zelanda 2009) di Neill Blomkamp con  Sharlto Copley, Jason Cope, Nathalie Bolt, John Sumner Elenco dei partecipanti al corso di regia

Non si stenta a definire l'idea di partenza di District 9 geniale (alieni che convivono coi terrestri da circa 20 anni in quel di Johannesburg, relegati in una bidonville come paria). E lo è anche lo sviluppo per circa venti minuti (praticamente un mockumentary che alterna interviste ad inserti di notiziari ed a riprese della Multi-National United, l'organizzazione che deve "apparentemente" occuparsi dello sgombero degli ospiti). Poi subentra la microstoria vera e propria (quasi un Il mio nemico più avventuroso) ed anche il resto si fa più convenzionale. Si ha l'impressione che da un cortometraggio decisamente interessante si sia pensato di trarre un lungo che per la strada perde gran parte dell'originalità dello short. Ed infatti District 9 deriva da Alive in Joburg, corto diretto nel 2005 da Neill Blomkamp, a tutti gli effetti (speciali), punto di partenza di quest'opera prodotta da Peter Jackson e che nell'inusuale location sudafricana finisce con l'avere, tutto sommato, il punto di forza maggiore.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 63 - 93 di 557

Articoli Correlati

 

 

 

Menu
Home
Eventi
Pigrecoemme News (blog)
Scuola di Cinema
Forum
News Feeds
Links
Cerca nel Sito
Contattaci
Laboratorio Critico
Cos'è? il Laboratorio Critico
Film In Sala
20th Century Box
Approfondimenti
I Più Letti
Ultimi Commenti
Pigrecoemme

Scuola di Cinema a Napoli

Sondaggi
Conosci Pigrecoemme?
 
Accesso Redattori





Password dimenticata?
Other Good Stuff
Syndicate