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(USA, 2006) di Richard Linklater con Luis Guzman, Catalina Sandino Moreno, Greg Kinnear , Avril Lavigne, Patricia Arquette, Ethan Hawke
Cosa si nasconde dietro la produzione di un hamburger? L'ultimo Linklater ha tentato di andare oltre la logica della farcitura e dei suoi indesiderati effetti sulla salute con un film di finzione basato sull'omonimo libro-inchiesta di Oscar Schlosser che ha messo sotto accusa l'industria dei fast food...
Don Anderson (Greg Kinnear) è marketing manager di Mickey's, immaginaria catena di fast food americana. Una ricerca alimentare di un laboratorio indipendente rivela che il quantitativo di coliforme fecale contenuto negli hamburger contenuti nel panino Big One è troppo alto. Il boss di Don decide di inviarlo in California per monitare gli stabilimenti di produzione della carne bovina impiegata dai ristoranti Mickey's.
Che il contenuto dei panini americani sia rigorosamente "alimentarily uncorrect" è una verità da tempo nota a tutti. Super Size Me (2004) diretto da Morgan Spurlock non solo era riuscito a convincere gli ultimi creduloni impermeabili alla realtà dei fatti, ma aveva anche costretto la McDonald's Corporation ha comprare una pagina intera sui principali quotidiani inglesi per gestire il piano di comunication crisis all'indomani della presentazione del documentario al Festival di Edimburgo. Dulcis in fundo, il colosso dell'industria alimentare aveva peraltro deciso di ritirare dal mercato americano tutti i prodotti Super Size dal suo consumato menù.
Non è un caso se il fautore del film presentato in concorso al Festival di Cannes (2006), sia proprio Mr. R. Linklater originario della città di Houston, definita dalla rivita Men's Fitness la capitale statunitense dell'obesità. Il tentativo di aprire un processio alle intenzioni del regista è decisamente fuorviante. Linklater non ha voluto tanto raccontare la farcitura di un hamburger ma quello che c'à dietro la produzione del panino. Quali sono i fattori produttivi impiegati nella produzione degli hamburger? Quali sono le condizioni di lavoro della manodopera impiegata nei processi di trasformazione degli alimenti che finiscono già confezionati sui banchi dei fast food? La stessa domanda alla quale i game designer italiani di Molle Industria hanno risposto con un brillante political game dedicato a McDonald's.
Andare oltre la logica della farcitura e dei suoi indesiderati effetti sulla salute: era questo l'obiettivo del regista che ha costruito la sceneggiatura del film basandosi sull'omonimo best-seller di Oscar Schlosser. A nobile intento corrisponde ancora più nobile cast: Bruce Willis, Patricia Arquette, Ethan Hawke, Luis Guzman nonché Greg Kinnear e Paul Dano reduci dal brillante Little Miss Sunshine. Purtroppo Linklater si è dimenticato che un libro-inchiesta si presta meglio alla realizzazione di un documentario piuttosto che alla sceneggiatura di un film di finzione con troppi personaggi che nuotano in una sceneggiatura oggettivamente irrisolta.
ll nostro papà-manager in viaggio d'affari scompare negli ultimi trenta minuti della pellicola riservati alle sottotrame e agli infortuni dei sfortunati "chicanos" che attraversano il confine messicano per lavorare negli USA al servizio dell'industria della carne bovina e dei suoi macchinari catturati con una sprezzatura documentaristica che ricorda l'interessante Our Daily Bread (2005) diretto dall'austriaco Nikolaus Geyrhalter. La sceneggiatura si sgretola come carne macinata con un'inedita Avril Lavigne in versione pseudo-indie che discute in compagnia di alcuni attivisti ambientali del Patriot Act inneggiando senza convinzione alla rivolta contro i magnati dell'industria alimentare. Presentato in concorso a Cannes (2006).
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