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The Others: Cinema, Arte ed Altri Fantasmi
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Saturday 06 June 2009 |
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(Usa 2009) di Ron Howard con Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Pierfrancesco Favino
Avete presente le parodie a fumetti di Stefano Disegni, pubblicate da
Ciak ogni mese? Nel numero di giugno è toccato al secondo film di
Howard tratto da Dan Brown: fa morire dal ridere ed è sintomatico che
l'umorista non si sia dovuto inventare niente, ma solo riportare le
cazzate del film (c'è l'imbarazzo della scelta: dall'antimateria custodita in un involucro ai due protagonisti che strappano un foglio di un libro preziosissimo della Biblioteca Vaticana riuscendo a portarlo via indisturbati, fino all'incredibile scena in cui il cattivo indisturbato, con un furgone in una zona pedonale come quella di Piazza di Spagna, riesce a gettare nella fontana un cardinale incatenato ad una pesante struttura che gli impedisca di riemergere). In Campania, di recente, ha fatto scalpore
l'intervista rilasciata da Ewan McGregor che avrebbe definito Caserta,
dove è stato girato, un "cesso". Opinione che, da campano, stento a non
condividere, ma mi verrebbe da rispondergli: "Dove vuoi che si giri una
cagata?"
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Saturday 23 May 2009 |
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(Francia 2008) di Pascal Laugier con Morjana Alaoui, Mylène Jampanoi, Catherine Bégin
Insostenibile lo è. Sarà perché è un torture-porn senza l'ombra di (auto)ironia né di comicità, magari involontaria come quella di Captivity. Esaurita la bolgia di sangue dopo un'ora, però, Pascal Laugier (che già aveva sfigurato con Saint Ange) mostra la corda e va avanti per 25 minuti con una sequela di efferatezze gratuite fino all'epilogo che qualche sconsiderato ha definito kubrickiano o kieslowskiano. Diciamo pure che la sensazione è che l'autore si sia inventato un implausibile (anche per il genere) twist in the end per nobilitare tanto splatter!
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Laboratorio Critico -
20th Century Box
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Scritto da Rosario Gallone
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Friday 22 May 2009 |
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(Usa 2008) di Kevin Smith con Seth Rogen, Elizabeth Banks, Traci Lords
Pare che i Weinstein abbiano deciso di produrre Zake & Miri Make a Porno solo sulla base del titolo, l'unica cosa che Kevin Smith gli ha proposto (non avendo ancora un copione pronto). Bel rischio! Perché Smith non è nuovo a idee che sulla carta sono geniali e che sputtana nel tradurle per il grande schermo (vogliamo parlare di Dogma? o del suo secondo film Generazione X?). Questa, sembrerà strano, è una commedia romantica che negli '80 avrebbe diretto John Hughes ed avrebbe interpretato un manipolo di attori del Brat Pack (curiosità: Seth Rogen, tramite Judd Apatow, è un aspirante fratter) come Molly Ringwald, John Cusack (o Andrew McCarthy), Judd Nelson e Ally Sheedy. Solo più...molto più sboccata. E meno male, perché è quella la parte migliore della pellicola (la reunion liceale, la preparazione di Star Whores). Tutto sommato un passo avanti anche rispetto a Clerks 2.
La vera pornostar Traci Lords interpreta Bollicina: un nome un programma!
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Sunday 10 May 2009 |
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(Gb 2008) di Robert B. Weide con Simon Pegg, Kirsten Dunst, Danny Huston, Megan Fox, Jeff Bridges, Gillian Anderson
L' englishman in New York funziona sempre. Questa volta, a scatenare le gag (il motivo è sempre lo stesso: il leggendario aplomb britannico alle prese con il pragmatismo cafonal degli Americani, ma qui le parti sono invertite) è il legal alien Sidney Young, chiamato nella Grande Mela come redattore di Sharps, testata dietro la quale si nasconde Vanity Fair (il film è tratto dal romanzo autobiografico di Toby Young, How to Lose Friends & Alienate People). Ad interpretarlo Simon Pegg che alla comicità fisica di un Rowan Atkinson/Mr. Bean (lo si veda ballare in discoteca nella sua prima nottata americana) accosta un aspetto fisico meno da freak il che consente agli sceneggiatori di immaginarsi per lui anche una sponda da commedia romantica con Kirsten Dunst (ed è la parte più debole del film). Il lavoro di Robert B. Weide, infatti, funziona quando si presenta quale lato B (sanamente più volgare e più caustico nei confronti sia dei giornalisti - che si fanno correggere gli articoli dagli addetti stampa - sia dei cinematografari - la pinup che interpreta Madre Teresa di Calcutta, la macchietta del director tar(do)antiniano-) di Il diavolo veste Prada. Si sgonfia quando racconta la liaison amoreuse.
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20th Century Box
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Scritto da Rosario Gallone
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Friday 08 May 2009 |
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(Italia 2008) di Andrea Papini con Peppino MAzzotta, Patrick Bauchau, Beatrice Orlandini
Un insolito noir on the road. Non in assoluto ché ne è piena la storia del cinema più (The Hitcher) o meno (Detour) recente, ma relativamente al panorama italiano, una boccata d'aria fresca, vista anche l'ambientazione: il confine con la Svizzera. Ecco allora che lo sguardo dell'esordiente Papini pare avvicinarsi a quello di europei come il Christopher Nolan di Following o il primo Wenders (ma magari è la presenza di un Patrick Bauchau gigionesco accanto ad un più convincente Peppino Mazzotta). Non tutto fila (ed il budget, a volte, si vede che è quello che è), ma il regista riesce a tenere le fila del racconto (quasi un connubio tra Dürrenmatt e J.J. Abrams) e ad appassionare, nonostante uno stile all'apparenza teutonicamente rarefatto. Il titolo, poi, pare triste metafora della tenuta che film del genere hanno in media nelle sale italiane...
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20th Century Box
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Scritto da Laura Santabarbara
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Sunday 03 May 2009 |
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(USA, 1999) di Kimberly Peirce, con Hilary Swank, Chloë Sevigny, Peter Sarsgaard, Brendan Sexton III, Alicia Goranson, Jeanetta Arnette, Alison Folland.
Ignoranza, pregiudizio, ottusità, cattiveria sono i comuni ingredienti del nettare dell'ottenebramento che priva le menti incolte della capacità di ragionare, anzi le priva del desiderio stesso di arricchirsi e di andare oltre quei limiti che costituiscono argine sicuro, trincea benedetta, sacro confine entro il quale le proprie forze rinvigoriscono, al riparo da indecifrabili, e per questo deleteri, attacchi estranei. Una creatura delicata, indifesa, ma piena di passione, che sentendosi minacciata dalla violenza ha timore di rivelarsi, a quale destino potrà andare incontro una volta manifestatasi la propria fragilità? Fragilità che è tale solo in quanto essenza rifiutata dall'altro, rifiutata perché riflette la fragilità che in realtà è propria dell'altro che, come un animale ferito, sente la necessità di difendere il proprio territorio.
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Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Friday 17 April 2009 |
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(Gb 2008) di Guy Ritchie con Gerard Butler, Thandie Newton, Tom Wilkinson, Jimi Mistry
Solo ora ci rendiamo conto di quanto dobbiamo essere grati a Madonna che, con la sua forte personalità, ha bloccato quella lillipuziana del marito Guy Ritchie. Eravamo tutti infatuati di Tarantino quando prendemmo fischi per fiaschi e scambiammo Lock & Stock per l'esordio di un nuovo autore. Che il suo immaginario fosse solo un gradino su i Teletubbies lo dimostra questa pellicola che gira a distanza di dieci anni senza che l'incipiente calvizie (visibile nelle foto che lo ritraggono), la paternità e l'età che avanza abbiano significato per Mister Ciccone maggior maturità quanto meno cinematografica. Il solito pastrocchio in cui i gangster sono degli imbecilli che hanno figli anche più imbecilli di loro, tutti tradiscono tutti e non ci si può fidare di nessuno. Se ancora riponete un po' di fiducia in chi scrive, però, seguite un consiglio: bleah!
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Friday 17 April 2009 |
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(Usa 2008) di Kathryn Bigelow con Jeremy Renner, Anthony Mackie, Brian Geraghty, Guy Pearce, Ralph Fiennes, David Morse
La guerra lascia molte ferite aperte. Le guerre restano ferite aperte nel corpo di una Nazione. Perché le responsabilità occidentali nello scatenare guerre che poi si va a combattere per porvi fine sono evidenti e stridono con la "pace" tanto propagandata. L'ultimo film di Kathryn Bigelow è importante prima di tutto perché sceglie di raccontare gli artificieri, cioè quelli che devono disinnescare bombe i cui materiali sono stati forniti dagli stessi "pacificatori" (durante un'irruzione in un deposito pieno di C4, ai militari scappa un "è tutta roba nostra"). Gli artificieri, quelli che, a pensarci, ricoprono il ruolo più pericoloso e più fottutamente stupido in guerre che, senza approvvigionamenti da parte di fabbriche di armi, senza i doppi-tripli-quadrupli giochi delle varie Intelligence, manco scoppierebbero. Ed il bello è che non c'è neanche più bisogno di somministrare droghe ai soldati per fargli sopportare l'assurdità. E' l'assurdità stessa ad essere droga, sì che, dopo un po' di vita tranquilla con moglie e figlio, non puoi che ritornarci. A dispetto di polemiche festivaliere (a Venezia) che hanno ridotto qualsiasi giudizio critico, come ormai è costume dalle nostre parti, a "è di destra o di sinistra", la Bigelow apre una ferita nella coscienza di noi spettatori che nessun "hurt locker" potrà ricucire (qualcuno ha il coraggio di non sostenerne lo sguardo etico quando ci mostra il cadavere bomba del bambino?) e lo fa con una nuova maestrìa che le deriva dalla frequentazione televisiva (ha diretto episodi di Karen Sisco) e con nuova grinta (persa in Il mistero dell'acqua e in K-19) che la conferma una regista "con le palle".
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Thursday 16 April 2009 |
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(Usa 2008) di David Fincher con Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Jared Harris, Elle Fanning, Jason Flemyng, Elias Koteas
Sapete che sono stato colpito 7 volte da un fulmine?
La prima con Alien3, la seconda con Se7en (e ci son rimasto quasi secco), la terza con The Game, la quarta con Fight Club, la quinta con Panic Room (ma non mi son fatto niente), la sesta con Zodiac...
Il settimo "colpo di fulmine", come accade per il personaggio che ho parafrasato, non posso raccontarvelo. Avrebbe potuto essere Il curioso caso di Benjamin Button, ma al suo settimo lavoro Fincher pecca di "accidia" e gira svogliatamente un improvvido copione-fiume che Roth trae da un breve racconto di Francis Scott Fitzgerald, sceneggiandolo, tuttavia, come se fosse la trasposizione di un qualsiasi polpettone di Nicholas Sparks. Metteteci qualche autocitazione (il colibrì al posto della piuma di Forrest Gump ed altro ancora; l'incidente a Daisy raccontato come se fosse l'incipit di Magnolia di Paul Thomas Anderson) ed il pastiche è servito. Poi uno si chiede perché il regista gira voltato dall'altra parte fingendo di essere un Jon Avnet qualunque!
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Monday 13 April 2009 |
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(Usa, Gran Bretagna, Germania 2008) di Phyllida Lloyd con Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgård, Julie Walters
In principio furono gli Australiani. Priscilla, la regina del deserto e Le nozze di Muriel hanno contribuito al revival mondiale degli Abba. Eppure nessuno credeva alle possibilità di successo di un musical ispirato alle loro canzoni. Sarà perché l'intreccio evanescente messo su da Catherine Johnson era fin troppo debitore di una pellicola gradevole (ma tutt'altro che memorabile) con la Lollobrigida, dal titolo Buonasera, signora Campbell. Ma non si erano fatti i conti con il gran numero di hit del gruppo svedese e con una certa affinità tra Abba e Musical (nel 1986 Benny Andersson e Björn Ulvaeus, dopo la separazione, coniugale ed artistica, da Agnetha Fältskog e Anni-Frid Lyngstad, scrissero un musical, Chess, insieme col Tim Rice di Jesus Christ Superstar, da cui fu tratta l'hit di Murray Head, One Night in Bangkok) ed anche Abba e Cinema (la maggior parte dei loro kitschissimi videoclip fu diretta da un certo Lasse Hallström, che nel '77 realizzò anche Abba: The Movie). A questo punto il successo, dell'opera sui palcoscenici inglesi ed americani, (dove gli Abba raggiunsero la numero 1 solo una volta con Dancing Queen) e, della trasposizione cinematografica sugli schermi di tutto il mondo, è un dato di fatto. A dispetto della regia titubante (di Phyllida Lloyd, la stessa della versione teatrale) che sporca la magia del genere con incongrui rallenty e ballerini sui generis (con un effetto à la Tano da morire), di interpretazioni non tutte impeccabili (Pierce Brosnan ha vinto il Razzie Award) e di un plot che, specie sul finale, la tira per le lunghe pur di far ascoltare un altro pezzo. Mamma mia! è il musical cinematografico che ha incassato di più nella storia del cinema. Ma non è il migliore.
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Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Saturday 11 April 2009 |
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(Usa 2008) di James Gray con Joaquin Phoenix, Gwyneth Paltrow, Vinessa Shaw, Isabella Rossellini, Elias Koteas
Gli uomini preferiscono le bionde...ma sposano le brune. Incredibile, ma vero, il nuovo film di James Gray parte proprio da qui. Two Lovers non è un poliziesco, ma i "delitti" ci sono ed anche i "castighi" (sebbene l'ispirazione dichiarata sia un altro Dostoevskji, quello de Le notti bianche). E c'è il dualismo bene/male (rappresentati rispettivamente dalla tranquilla Vinessa Shaw e dalla folle e volubile Gwyneth Paltrow). E la famiglia, così presente. E la città. Perché, emigrato in Europa Woody Allen, è rimasto lui, l'autore di Little Odessa, a raccontare Brooklyn, i metro, i locali notturni, le strade. In Gray, però, non si ride. Si soffre. Ed alla fine, Leonard sceglie di non soffrire più. O almeno di fingere di star bene.
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Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Saturday 04 April 2009 |
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(Francia 2008) di Benoît Delépine e Gustave Kervern con Yolande Moreau, Bouli Lanners
Louise Michel fu un'anarchica francese che lottò per migliorare le condizioni degli operai e delle donne in particolare (parità di salario a parità di mansione, tra le altre cose). Louise-Michel è l'anarchica opera terza di due belgi, Benoît Delépine e Gustave Kervern, occasione per scherzare scorrettamente su tutto: eutanasia, lavoro, immigrazione, adozioni internazionali. E' tutto s/corretto in Louise-Michel, a partire dal sesso dei protagonisti (ma sono i capitalisti, non Dio, a decidere di che sesso siamo, lo ammette anche il prete alla fine). Del resto viviamo in una società che della scorrettezza, dell'arroganza, dell'indifferenza ne fa bandiera. Una pellicola (prodotta da Kassovitz il quale compare in un esilarante cameo "equo e solidale") che sembra scritta e girata dai Dardenne che fanno visita a Ken Loach ed insieme scolano birre a litri. Ma di quelle portate da Kaurismaki. Si ride. Molto. E si ride anche dopo i titoli di coda (non abbandonate la sala e un cartello all'inizio ve lo ricorda perché conosce le vostre cattive abitudini). Dopo, però, non potrete esimervi dal fermarvi a pensare. A come siamo ridotti. Nel mondo. Ma, ancor di più, a come siamo ridotti in Italia dove il film specchio dei tempi sarebbe I mostri oggi nel quale i "padroni" non ci sono, mancano. Ci sono dei ricchi, nel primo episodio, che dicono le parolacce. Capirai.
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20th Century Box
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Scritto da Antonia La Torre
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Tuesday 24 March 2009 |
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(Usa 1988) di Woody Allen con Gena Rowlands, Mia Farrow, Gene Hackman, Ian Holm.
Riconoscersi nelle confessioni di un'altra donna, spiarne i pensieri quasi per caso e sentirli intimamente e spaventosamente propri, seguirne in silenzio i gesti fino a possederli.
E ritrovarsi all'improvviso a scrutarsi a fondo, a saggiare le insoddisfazioni taciute, le tensioni sedate, a scrollarsi di dosso la superficialità di un rapporto ormai logoro.
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Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Monday 16 February 2009 |
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(Usa 2008) di Ron Howard con Frank Langella, Michael Sheen, Oliver Platt, Sam Rockwell, Kevin Bacon, Rebecca Hall
Ron Howard regista è un po' come il Richie Cunningham da lui interpretato in Happy Days: fa una serie di cazzate, ma, poi, al momento giusto fa la cosa giusta. Frost/Nixon - Il duello è la cosa giusta. Lo è perché riporta ad antico splendore quel cinema di impegno civile che negli Usa hanno fatto benissimo, nei '70, i vari Pakula, Ashby, Nichols, Lumet e lo è perché Howard dimostra di essere un regista (l'inquadratura dal basso verso l'alto di Nixon fuori fuoco: un ossimoro filmico, volendo, che mette insieme la rappresentazione convenzionale della grandezza di un personaggio e la sua personalità appannata) e non un Alan Smithee qualunque. Lo è perché, partendo da un testo scritto per il palcoscenico, di Peter Morgan, ha come protagonisti gli stessi della messa in scena. Lo è perché accanto ai due motori dell'azione presenta signori attori nei ruoli di contorno (e Kevin Bacon giganteggia) com'è giusto che sia in una solida produzione. Aspettando la prossima cazzata: Angeli e Demoni.
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Scritto da Rosario Gallone
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Thursday 05 February 2009 |
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(Usa 2008) di John Eric Dowdle con Jennifer Carpenter, Jay Hernandez, Johnathon Schaech, Greg Germann, Rade Serbedzjia
Anche il pubblico americano è meno stupido di quanto gli executives
pensino. Non c'era ragione di realizzare questo Quarantena, e non tanto
perché è la copia carbone dello spagnolo REC
(si sa, negli USA non amano i sottotitoli, non praticano il doppiaggio
e quindi dagli col remake!) quanto perché già quello presentava più di
un'analogia con Cloverfield. Passato questo e passato pure Diary of the Dead, il pubblico ha disertato le sale. Cosa che a maggior ragione dovrebbe accadere in Italia.
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Scritto da Rosario Gallone
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Thursday 05 February 2009 |
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(Usa 2008) di Gus Van Sant con Sean Penn, Josh Brolin, Emile Hirsch, Diego Luna, James Franco, Alison Pill
Milk appartiene alla colonna "buoni" delle opere di Van Sant,
quella che, tra un esperimento e l'altro, il buon Gus riempie per
strappare nominations ed un po' di pubblico in più. Ricostruzione abbastanza fedele degli ultimi anni di vita di Harvey Milk, primo consigliere comunale americano (di San Francisco) a dichiararsi pubblicamente gay, Milk è un film classico
(perché i '70 e l'impegno civile sono ormai un "classico") dove ogni tanto il regista
ricorda allo spettatore di non essere uno qualunque (l'inquadratura del
fischietto sulla cui superficie si riflette Milk che discute con un
agente di polizia, la telefonata di Cleve che esplode in un multisplit
molto arty) cui giocano a sfavore le gigionerie di Penn, Diego Luna e
Hirsch. Molto meglio Franco e Brolin.
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