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(Baci rubati, 1968)
di François Truffaut,
con: Jean-Pierre Leaud, Claude Jade, Delphine Seyrig, Michael Lonsdale, Daniel Ceccaldi, Claire Duhamel.
Leggero come musica, soave e cristallino come poesia, questo film si nutre dei colori vivi della nouvelle vague e del seducente sapore di melanconici sorrisi.Sfiora ideologie e giudizi, sussurra esperienze e sguardi sul mondo. E racconta una storia.
Antoine Doinel è cresciuto e assomiglia sempre di più all’ "uomo che ama le donne -Truffaut", ne indossa i pensieri, ne respira i sentimenti. Congedato dall’esercito, è ora pronto per il suo «ingresso nella vita», per danzare sul mondo con ingenuità e grazia;una danza nostalgica e tenera, accompagnata dalle leggiadre e antiche note di Trenet (que reste-t’il de nos amours?).Gioca a vivere Doinel e si diverte ad assaporare emozioni, a spiare intimità e segreti, a provare il sapore di passioni negate o proibite. La sua educazione sentimentale è fatta di incontri fugaci, di quotidiani fallimenti sul lavoro, di parole, di lettere, di baci furtivamente rubati... Poi c’è Christine, timida ed eterea, bellissima e sfuggente. Lui la rincorre, la desidera, la stupisce, la tradisce.I due si cercano per poi perdersi, s’ingannano e si riconquistano, si nascondono per trovarsi ancora e ancora fondersi in un abbraccio. E, in fine, que reste-t’il, che cosa resta, del loro amore? Aggrapparsi al provvisorio perché sembri definitivo, farsi compagnia, chiudere gli occhi e godere di piccole preziose gocce di felicità.
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