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Notizie Flash |
Guarda il video del seminario di regia con Stefano Incerti organizzato da Pigrecoemme ad Aprile. |
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The Others: Cinema, Arte ed Altri Fantasmi
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Laura Santabarbara
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Thursday 09 May 2013 |
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(Iran, Francia, Giappone 2012), di Abbas
Kiarostami, con Rin Takanashi, Tadashi Okuno, Ryo Kase, Denden
"Andrà tutto bene, qualunque cosa
accada. Quel che sarà sarà".
...Ma Akiko è in un frangente della
propria vita in cui è assolutamente assente dalla propria esistenza. Akiko non
c'è. Esserci significa scegliere e scegliere può significare cambiare ed il
compito quotidiano che Akiko ha dato a se stessa e che cerca di svolgere
diligentemente è quello di non cambiare nulla. Akiko non si rende conto che una
cosa del genere è impossibile, perché non dipende da lei. Tutto può accadere per
caso, così come nulla potrebbe mai accadere.
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Laura Santabarbara
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Sunday 07 April 2013 |
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(Francia, Germania, Afghanistan,
2012), di Atiq Rahimi, con Golshifteh Farahani, Hamid Djavadan, Massi Mrowat,
Hassina Burgan.
Kabul:
una città sotto l'assedio di
guerre fratricide decennali;
miliziani che attaccano i civili
umiliandoli, con violenza, anche quando appartengono alla loro stessa fazione,
spesso trucidandoli.
Una donna ha sposato un uomo che
neanche ha mai visto, un eroe di guerra, e crede di esserne orgogliosa... Finché
lui non si materializza, anche fisicamente, nella sua vita.
Un uomo torna dalla guerra e
prende possesso della sua casa e di sua moglie, senza averne la minima
considerazione come persona.
Un padre pensa solo ad allevare
stupide quaglie da combattimento e vende una delle sue figlie per riscattare i
suoi debiti di gioco.
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Laura Santabarbara
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Monday 25 March 2013 |
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(Italia, 2013) di Gabriele Salvatores, con Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor Tomlinson, Jonas Trukanas, Vitalji Porsnev, Peter Stormare, John Malkovich
Quelli che definiamo "valori" si
acquisiscono, ci vengono trasmessi, oppure fanno parte essenzialmente della
struttura stessa dell'individuo, che li riconosce solo nel tempo, con l'aiuto,
magari, della vicinanza di persone che costituiscono un esempio e per le
esperienze che si vivono sulla propria pelle?
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Laura Santabarbara
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Friday 08 March 2013 |
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(USA,
2012), di Stephen Chbosky, con Logan
Lerman, Emma Watson, Ezra Miller, Mae Whitman, Kate Walsh.
Ad un tratto sono sull'isola dei giocattoli difettosi. Qui tutto è perfetto. Posso essere me
stesso e non sentirmi diverso. Sam, Patrick, Bob, Mary Elizabeth, Alice sono
sull'isola e sono forti, puri, magici... liberi...
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Friday 22 February 2013 |
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(Usa 2012) di Benh Zeitlin con Quvenzhané Wallis, Dwight Henry
C'è chi, a proposito dell'esordio nel lungometraggio di finzione di Benh Zeitlin (un curriculum che contempla gavetta europea alla corte di Jan Švankmajer) ha parlato di una sorta di versione live action di un 'opera di Miyazaki. E non è un'osservazione peregrina, perché l'abilità del neoregista di trascendere dolore e sofferenza umana, devastazione naturale, soprusi, povertà, immergendo tutta la vicenda in un'atmosfera da féerie cajun è, di sicuro, l'aspetto che ha colpito di più di questo debutto. Premiato quasi ovunque sia stato presentato, Beasts of Southern Wild è bildungsroman sincero che non nasconde l'amore per i luoghi e per i personaggi raccontati (Zeitlin si è trasferito in Louisiana dopo la tragedia dell'uragano Katrina) anzi a partire da esso intesse la tela che avvolge anche lo spettatore nel percorso di crescita di Hushpuppy (una Quvenzhané Wallis, nove anni all'epoca delle riprese, interprete così matura da far dubitare dell'anagrafe).
Mescolando sapientemente camera stylo, quasi girasse un documentario, ed atmosfere onirico-fiabesche attraverso espedienti mai gratuiti ed evidentemente mutuati dalla frequentazione del maestro ceco (se non addirittura dai suoi mentori quali Karel Zeman), Zeitlin ridà fiducia a chi, come il sottoscritto, cerca nel cinema emozioni nuove e non sentimenti precotti.
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Laura Santabarbara
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Monday 12 November 2012 |
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(Romania, 2012), di Cristian Mungiu, con Cosmina Stratan, Cristina
Flutur, Valeriu Andriuta, Dana Tapalaga, Catalina Harabagiu.
In cosa desideri credere, per
raggiungere la pace dello spirito, per ricevere il dono della serenità del
cuore?
Cosa è certo a questo mondo? Ad
ogni mio respiro e ad ogni battito del mio cuore, che scandiscono il
trascorrere della mia vita, nulla è per me più concreto e tangibile di ciò che
provo, dei miei sentimenti, dell'amore che ho dentro. Io voglio vivere del mio
amore, bere alla sua inesauribile fonte, che rinvigorisce il mio spirito,
rafforza la mia mente, mi offre ciò che di più prezioso possa darmi: la ragione
della mia esistenza, perché da quando mi sei stata accanto ho saputo che eri
mia e che dovevo proteggerti... Perché tu sei un dono nella mia vita. In cosa posso
mai credere se non in noi?
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Saturday 03 November 2012 |
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(Gb/Usa
2012) di Sam Mendes con Daniel Craig, Javier Bardem, Ralph Fiennes,
Judi Dench, Albert Finney, Naomie Harris
Nella prima inquadratura Bond non è a fuoco. Alla fine del prologo cadrà sotto il fuoco. Amico. Il
mio principale timore? La firma alla regia. 007
non ha un buon rapporto con gli autori che intendono imporre la loro
poetica a quella predefinita e radicata nell'immaginario
spettatoriale dell'agente segreto più famoso al mondo. I peggiori
capitoli recenti sono stati firmati da Michael
Apted, Lee
Tamahori e Marc
Forster, registi meno
intelligenti di Mendes
che, sebbene fosse il primo insignito dell'Oscar a dirigere un Bond,
ha ben inteso fare un
passo indietro e mettersi lui al servizio della storia.
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Saturday 03 November 2012 |
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(Usa 2011) di William Friedkin con
Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Juno Temple, Thomas Haden Church,
Gina Gershon
In fondo, William Friedkin,
nella sua carriera non ha fatto che girare kammerspiele.
A volte letteralmente (Festa
per il compleanno del caro amico Harold,
L'esorcista),
a volte metaforicamente. E sì, perché anche le opere apparentemente
en plein air
(Il braccio
violento della legge,
Il salario della
paura,
Vivere e morire a
Los Angeles),
sono attraversate da una claustrofobia asfissiante, data la natura
unheimlich
della città o della natura. Non sorprende, quindi, che nei suoi
ultimi lavori si sia legato al drammaturgo Tracy
Letts e
che sia Bug
che questo Killer
Joe
siano trasposizioni di drammi da camera. Dimenticate Ibsen,
però, ché Letts
è un teatrante pulp la cui vena nichilista ben si sposa con quella
altrettanto disillusa e pessimista di Friedkin.
Killer Joe
è il loro capolavoro, una pellicola con la quale si prendono la
rivincita verso il buon gusto dominante e lo si capisce da quando,
nell'incipit, la prima cosa che vediamo di Gina
Gershon
è la vagina (provate a trovarne una in un prodotto mainstream
qualsiasi made in Hollywood).
I personaggi sono topi in gabbia impossibilitati a far altro che non
sia mangiarsi a vicenda. E lo faranno. La violenza sopra le righe del
copione (se leggete di una fellatio ad una coscia di pollo vi viene
da ridere) viene trasformata, inopinatamente, in perturbante, dalla
mano felice di un regista che, in molti, dicono ritrovato, ma che,
secondo noi, non si era mai perso, neanche all'epoca di Regole
d'onore
(un war-legal
movie
che andrebbe riscoperto e riletto in maniera meno ideologica) e The
Hunt.
McConaughey
lodatissimo, ma permettetemi di rilevare la performance
ancora più apprezzabile di Thomas
Haden Church.
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Laboratorio Critico -
20th Century Box
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Scritto da Rosario Gallone
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Sunday 14 October 2012 |
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(Usa 2011) di Mark & Jay Duplass
con Jason Segel, Ed Helms, Susan Sarandon
Il mumblecore
sarebbe piaciuto a Zavattini.
Le caratteristiche fondanti (budget limitato, dialoghi improvvisati
su un copione/canovaccio ed attori non professionisti) sembrerebbero
ricalcare alcuni dei profondi credo del padre spirituale del
neorealismo. Certo, poi sono arrivati budget più sostanziosi e le
star, ma c'è da dire che i fratelli Duplass,
riconosciuti un po' come gli sdoganatori, presso le major,
del genere, restano fedeli ad una poetica delle piccole cose, dei
fatti apparentemente insignificanti, di quelli che non occuperebbero
una riga in cronaca (più Cyrus
che quest'ultimo film, ad essere sinceri, dove alla fine qualcosa di
urbanamente epico, in fondo, c'è), dei sentimenti, inespressi o meno. Commedie lievi,
che riescono a renderti partecipe delle vite di individui come te, o
che potresti conoscere. E la magia che riescono a creare, grazie
anche, c'è da sottolinearlo, ad interpreti straordinari, è che
tutto appare incredibilmente naturale, registrato casualmente da una
m.d.p. Solo grazie a quest'alchimia si passa sopra ad alcuni tic
inconfondibili dell'indie
(le riprese con macchina a mano e zoom a vista, quasi ad emulare una
camera stylo
da reportage) e ci si immerge in un universo speciale come quello di
Jeff,
il protagonista di questo road
movie
(a dispetto di quanto faccia pensare l'orribile titolo italiano, A
casa con Jeff,
che traduce inappropriatamente il ben più significativo Jeff,
Who Lives at Home),
un trentenne che crede in Signs
di Shyamalan
e nel suo messaggio. E, alla fine, non avremo il coraggio di dargli
torto.
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Laboratorio Critico -
20th Century Box
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Scritto da Rosario Gallone
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Wednesday 10 October 2012 |
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(Usa 2011) di Ti West con Sarah
Paxton, Pat Healy, Kelly McGillis, Lena Dunham
Ti West
fa parte di un gruppetto di amici, tutti registi (ed a volte anche
attori), tutti di horror,
anzi tutti di indie
horror.
Sono figli putativi di quel Larry
Fessenden
che ha mostrato, tempo fa, la via indipendente al genere horror: una
strada sterrata, irta di difficoltà, ardua da percorrere, ma che,
con i mezzi giusti, ti conduce a destinazione.
Ti
West
ha esordito con Cabin
Fever 2,
sequel del debutto alla regia di un altro talentuoso quale Eli
Roth,
il quale, poi, è approdato alla corte di Tarantino
ragion per cui può permettersi budget più sostanziosi (sebbene non
ultramilionari).
Ti
West
ha le idee chiare su cosa voglia dire, oggi, essere controcorrente,
specialmente nel "cinema de paura" che, ormai, sembra impaludato
sui binari del torture
porn
e del j horror
(remake, sequel e reboot compresi), e costruisce una parabola lenta,
insinuante, anacronistica (i protagonisti cercano di cogliere i segni
di presenze ectoplasmatiche nell'albergo in cui lavorano,
incredibilmente senza fare ricorso a handycam
o nuovissimi ritrovati tecnologici, ma con un obsoleto registratore
audio a nastro, rifuggendo così anche la moda indigesta del POV
movie)
che si concede un unico ammiccamento postmoderno: la presenza,
anch'essa cinematograficamente ectoplasmatica, di Kelly
McGillis,
davvero il fantasma della diva che faceva innamorare di sé Tom
Cruise
in Top Gun.
Un copione che intreccia dialoghi da mumblecore
a situazioni canoniche del genere, costruite, però, con lenti
carrelli, privilegio del fuori campo e del sonoro: tutti ingredienti
che consentono di risolvere il problema economico in maniera
intelligente. Manca, forse, un buon twist
finale. Non che siamo fanatici del colpo di scena à
la Shyamalan,
ma qui è come se se ne sentisse la necessità e la sua assenza pesa
un po' troppo.
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Laura Santabarbara
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Tuesday 09 October 2012 |
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(Corea del Sud, 2012) di Kim Ki
Duk, con Lee Jung-Jin, Jo Min-Su
Dentro ciascun essere umano può
nascondersi un piccolo groviglio doloroso, compendio di materiale organico,
costituito da quella poltiglia pulsante che è il nostro cuore, e di materia incorporea,
intangibile, che è la parte della nostra anima trascurata, bistrattata, perché
ritenuta incurabile, che è stata cacciata, scongiurando il suo emergere, alla
periferia dello spirito, nel quartiere divisorio dove finiscono gli accidenti
più atroci ed irrisolti che non vorremmo più considerare.
Il dolore di cui risente la parte
organica del groviglio, il cuore, diventa un motivo sordo, sottofondo
quotidiano che non dà fastidio. Ma se solo si arriva a sfiorare la parte
emotiva di questo guscio orrendo, che vorremmo non fosse mai esistito,
apparentemente invisibile solo perché profondamente nascosto, tutto può
accadere: il fantasma del ricordo soffocato prende forma fino a diventare un
gigante che ora esige, con tutta la sua forza, l'attenzione che, senza cura,
senza scrupolo... Senza pietà, non dagli altri ma da se stessi, gli è stata
sottratta.
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Laboratorio Critico -
20th Century Box
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Scritto da Rosario Gallone
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Monday 08 October 2012 |
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(Usa 2010) di Lena Dunham con Lena
Dunham, Laurie Simmons, Grace Dunham
La scopriremo tra
un po' anche in Italia perché dal 10 ottobre MTV trasmetterà la
prima serie da lei creata, sceneggiata, interpretata e diretta (5
episodi): Girls. Lei è Lena Dunham, ha appena 26 anni
e l'HBO le ha commissionato una serie dopo che il suo esordio
alla regia, Tiny Furniture, ha rastrellato premi importanti
quali il South by Southwest 2010 per il miglior lungometraggio
narrativo ed il prestigioso
Independent
Spirit Awards 2011
per la miglior sceneggiatura d'esordio. Come se non bastasse, la
serie, poi, gliel'ha prodotta Judd
Apatow
(il quale, grazie a Le
amiche della sposa,
sembra aver scoperto il Sorority
Pack)
che, infatti, ha scritturato la Dunham
come attrice per il prossimo This
is 40.
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Laboratorio Critico -
20th Century Box
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Scritto da Rosario Gallone
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Saturday 06 October 2012 |
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(Usa 2012) di Craig Moss con Danny
Trejo, Charles S. Dutton, Ron Perlman
(Usa 2012) di John Gulager
con Danielle Panabaker, Matt Bush, Katrina Bowden, David
Koechner, Ving Rhames, David Hasselhoff, Christopher Lloyd
Tra Bad Ass
e Machete corre la
stessa differenza che si può riscontrare tra Piranha 3DD e
Piranha 3D. I primi, nelle premesse di base,
sono autentici esponenti del bis: perché sfruttano il successo di
un'opera precedente, perché sono genuinamente exploitation
e
sono brutti (Bad
Ass
più di Piranha 3DD
che ha diverse gag riuscite). Ma, c'è un ma, sono preferibili ai
prototipi, in quanto sia Machete
che Piranha 3D
altro
non sono che lo sberleffo di un primo della classe, del campione
della scuola, del più figo del college, ai danni del loser.
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Laboratorio Critico -
20th Century Box
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Scritto da Rosario Gallone
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Thursday 04 October 2012 |
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(Usa 2011) di Gonzalo López-Gallego
con Warren Christie, Lloyd Owen, Ryan Robbins
Il found footage
è il documentario montato a partire da materiale di repertorio
reperito dalle più disparate fonti ed è, quindi, solo una delle
forme nelle quali si estrinseca il sempre più frequente
mockumentary. Per
essere più chiari: The
Blair Witch Project,
Paranormal
Activity,
Cloverfield,
Death of President,
come spesso lasciano intendere le didascali iniziali, sono falsi
documentari che presuppongono, altrettanto artatamente, materiale
d'archivio messo assieme più o meno fortunosamente, mentre Borat
ripercorre
lo sviluppo di un tradizionale reportage.
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Laboratorio Critico -
Film In Sala
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Scritto da Rosario Gallone
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Monday 01 October 2012 |
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(Usa 2012) di Kirk Jones con Cameron Diaz, Jennifer Lopez, Chris
Rock, Dennis Quaid, Anna Kendrick
Ormai film corale è quasi diventato un dispregiativo. Se non
sei Robert Altman (e gran parte dei
registi americani non lo è) o, per l'Italia, Ettore Scola (e chi, nella generazione post Brizzi, può, con onestà, ritenersi suo erede?), la coralità, tanto
più se garantita da un cast all stars,
serve a coprire la totale mancanza di una sceneggiatura degna di questo nome. Date
uno sguardo, nel passato recente, a pellicole quali La verità è che non gli piaci abbastanza, Appuntamento con l'amore, Capodanno
a New York, tacendo delle opere coralmente imbarazzanti della neocommedia
italiana (Brizzi o Vanzina poco importa) e sarà più chiaro
il concetto espresso. Oppure guardate Che
cosa aspettarsi quando si aspetta che non fa assolutamente eccezione, anche
perché, la stesura del copione è stata affidata a Heidi Murkoff, autrice del best seller omonimo (un manuale, non un
romanzo) cui il film si ispira, piuttosto che ad uno sceneggiatore di mestiere
che se la sarebbe cavata, di sicuro, meglio. Non tutto è da buttare: si salva
il gruppo maschi capeggiato da Chris
Rock e l'episodio agrodolce che vede come protagonista Anna Kendrick. Ma il resto è finto come l'Etiopia ricostruita in studio del mesto, mestissimo episodio
interpretato da Jennifer Lopez e Rodrigo Santoro.
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Laboratorio Critico -
20th Century Box
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Scritto da Rosario Gallone
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Monday 01 October 2012 |
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(Francia 2010) di Nicolas Cuche con Virginie Efira, François-Xavier Demaison, Armelle Deutsch
Attenzione! Venghino, signori, venghino. Il cinema italiano
pensa di aver trovato la nuova gallina dalle uova d'oro nel remaking di
commedie francesi (cosa che, da anni, fanno ad Hollywood). Dopo il successo di Benvenuti al Sud (e del sequel spurio Benvenuti al Nord: inqualificabile), si
spera che la formula funzioni ancora ed è già stato annunciato il remake di
questo film (distribuito in Italia, dalla Moviemax,
nell'estate del 2011, con un incasso di neanche un milione di euro; ma non è
che Giù al Nord fosse andato chissà
quanto meglio al botteghino!) che, da noi, avrà come protagonisti
nientepopodimeno che Enrico Brignano
e Ambra Angiolini. Non se ne capisce
davvero il motivo: l'Italia, si sa, non è l'America dove i film non vengono
doppiati e le copie sottotitolate hanno una circolazione limitata, e, se Benvenuti al Sud poteva, anche sulla
carta, contare sul fattore geografico e dialettale (da sempre la forza della
commedia italiana, non all'italiana), l'operina di Nicolas Cuche non ha molte frecce al suo arco da scoccare, in un
eventuale adattamento, perché, a differenza del campione di incassi di Dany Boon, è più global che glocal. La
versione di Alessio Maria Federici,
insomma, avrà ben poco da adattare al contesto, salvo affidarsi alla romanità
di Brignano (e non è detto che sia
un valore aggiunto), ma potremmo sbagliarci. Di sicuro, l'originale è un lavoro
che vorrebbe essere screwball, ma ne
risulta solo una pallida copia, strappando non più di qualche sorriso. E,
sfortuna per sfortuna, ti fa venir nostalgia di un film ben più riuscito, sull'amore
e la sfiga, ovvero La capra dell'esperto
Francis Veber con gli
indimenticabili Pierre Richard e Gérard Depardieu.
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